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Trapianti

 

TRAPIANTO D'ORGANO

 

Il candidato ideale al trapianto di pancreas è un paziente affetto da diabete mellito tipo I, di età inferiore ai 60 anni, con complicanze secondarie ai diabete. Natu­ralmente a questi fondamentali presuppo­sti se ne aggiungono altri due ugualmente importanti: la capacità del paziente di af­frontare, sia dal punto di vista della riserva fisiologica che da quello della compliance, il lungo percorso terapeutico che inizia con l'intervento chirurgico per proseguire con la terapia immunosoppressiva cronica. L'aspetto psicologico del paziente è un importante fattore limitante. E' necessario che il paziente si renda conto della natura terapeutica del trapianto e mostri una buona compliance soprattutto a sostituire la terapia insulinica con la terapia immuno­soppressiva che, anche se di più facile gestione, deve essere assunta quotidiana­mente per tutta la durata della funzione dell'organo o degli organi e quindi auspica­bilmente per tutta la vita. Per questo coloro che sono affetti da patologia psi­chiatrica maggiore o abusino di sostanze stupefacenti, mostrando così la loro labilità affettiva, non sono candidabili come riceventi. Come per ogni trapianto d'organo è indi­spensabile la ricerca nel ricevente di even­tuali patologie che possano controindicare il trapianto stesso. La valutazione pre­-trapianto inizia con la necessità di confer­mare che il diabete sia effettivamente di tipo I con uno studio metabolico effettuato mediante il dosaggio del Peptide C basale ed in corso di curva glicemica, completato con test al glucagone. La ricerca di un'atti­vità autoimmunitaria verso le isole pancre­atiche definisce meglio il quadro. La condizione clinica dell'apparato cardio­vascolare è l'elemento che limita maggior­mente l'idoneità al trapianto, per ogni paziente diabetico. Controindicazioni asso­lute sono sia la presenza di fattori di rischio cardiovascolare, quali l'obesità grave ed il fumo, sia soprattutto l'evidenza di un’insufficiente riserva funzionale speci­fica: riscontro angiografico di malattia co­ronaria non correggibile, frazione di eie­zione < 40%, anamnesi recente di infarto acuto del miocardio. La valutazione del grado di nefropatia ci permette di indirizzare il paziente verso il tipo di trapianto più idoneo.

Il trapianto simultaneo di pancreas­rene è oggi il gold-standard terapeutico per tutti i pazienti affetti da diabete mel­lito tipo I e nefropatia conclamata (clearence creatinina inferiore a 30 ml/ min o proteinuria severa> 3 g/die - o sindrome nefrosica) in terapia sostitutiva o conservativa. I candidati ideali sono i pazienti di età compresa tra 20 e 40 anni che presentano nefropatia incipiente o in stadio avanzato con minime o limitate complicanze secondarie del diabete.

Il trapianto sequenziale di pancreas dopo rene è indicato nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo I, già sottoposti in precedenza a trapianto di rene, con funzione renale stabile sotto terapia im­munosoppressiva (che spesso è, almeno potenzialmente, nefrotossica) con creati­nemia < 2 mg/dl e clearence della creati­nina > 40 mI/mi n, se vi sono complicanze evolutive del diabete o in caso di diabete iperlabile con peggioramento della qualità

di vita e/o rischio vitale.

Il trapianto di pancreas isolato è ri­servato a quei pazienti affetti da diabete melilto tipo I con compromissione renale iniziale anche se ancora non di rilevanza clinica importante (clearence della creati­nina > 70 ml/min e proteinuria < 3 g/24 ore) con complicanze evolutive del dia- .

bete (retinopatia e/o neuropatia e/o va­sculopatia con aterosclerosl accelerata) e/o instabilità glicemica con peggiora­mento della qualità di vita e/o del rischio di vita.

 

 

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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