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ANORESSIA NERVOSA    

 

Storia della malattia

 L'Anoressia, detta anche Anoressia Nervosa, è un disturbo del comportamento alimentare dalle origini molto antiche.

I riferimenti storici che parlano di Anoressia Nervosa si rifanno addirittura al Medioevo; tuttavia la prima descrizione sistematica di due casi le cui caratteristiche rientrano in quelle dell’anoressia nervosa risalgono a Morton (1689).

Bisogna arrivare alla fine del XIX secolo, con le descrizioni di Lasegue in Francia (anoressia isterica) (1873) e Gull in Gran Bretagna (anoressia nervosa) (1874), per poter parlare di anoressia nervosa nel senso stretto del termine.

Fu lo stesso Lasegue a fornire la prima descrizione approfondita del nucleo psicopatologico centrale del disturbo.

Da quel momento in poi la descrizione di casi di anoressia, intesa come disturbo psicopatologico, nella letteratura medica europea, divenne un fatto abbastanza comune. Negli anni compresi tra il 1889 ed il 1911, troviamo infatti contributi interessanti per la comprensione della psicopatologia anoressica ad opera di famosi neurologi dell'epoca quali: Charcot, la Tourette, Janet.

Una svolta importante nella storia della anoressia si verificò nel 1914, allorché il fisiologo Morris Simmonds suggerì l'ipotesi di disturbo di natura endocrinologica, facendo quasi dimenticare le precedenti ipotesi psicopatologiche.

È soltanto a partire dal 1930, a seguito della pubblicazione di uno studio condotto da Berkman su 117 pazienti, che l'interpretazione psicopatologica riprende dignità clinica ed importanza nosologica.

I grandi progressi verso l'interpretazione dell'anoressia nervosa, così come noi oggi intendiamo questa patologia, sono stati compiuti negli ultimi trenta anni e sono da attribuirsi all'opera di Hilde Bruch, Arthur H. Crisp e Gerald M.F. Russell.

A questi autori dobbiamo, infatti, la gran parte delle descrizioni ancora attuali sui meccanismi psicopatologici della anoressia nervosa.

Grazie anche alle loro descrizioni la categoria diagnostica della anoressia nervosa è stata presente nel DSM (Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali) sino dalla sua seconda edizione (DSM-II) avvenuta nel 1968.

 

Epidemiologia

Negli ultimi decenni si è verificato un incremento dei valori relativi all’incidenza di tale disturbo.

Il 90% delle persone colpite appartiene al sesso femminile e i maschi costituiscono tuttora una minoranza.

L’età d’esordio del disturbo è compresa tra i 12 e i 25 anni, con un picco di maggiore frequenza tra i 14 e 18 anni; negli ultimi tempi sono stati diagnosticati casi a incidenza più tardiva, dopo i 20-30 anni.

È una patologia che colpisce soprattutto la popolazione occidentale dove esiste una forte pressione sociale verso la magrezza. In passato si riteneva fosse una malattia delle ragazze delle classi medie e alte; attualmente si distribuisce in modo omogeneo fra tutte le classi sociali. È più comune fra le allieve delle scuole professionali per danzatrice e modella.

 

Definizione

Il termine Anoressia deriva dal greco e significa mancanza di appetito; in realtà chi soffre di questo disturbo si rifiuta di mangiare, ma ha un’intensa fame.

Il rifiuto del cibo avviene perchè viene ricercata la magrezza e per il bisogno di controllare l’alimentazione.

Per mantenere un determinato peso corporeo le persone affette da Anoressia seguono una dieta ferrea, praticano eccessivo esercizio fisico e, in alcuni, casi praticano il vomito autoindotto.

Da quali segnali capire se una persona è affetta da Anoressia?

Le manifestazioni essenziali della malattia sono:

  1. Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l’età e per la statura (peso corporeo al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto o incapacità di raggiungere il peso previsto durante il periodo di crescita);

  2. Intensa paura di acquistare peso o diventare grassi anche quando si è sottopeso; tale paura non è mitigata dal decremento ponderale, anzi la preoccupazione per il peso corporeo aumenta parallelamente alla perdita reale di peso.

  3. Una preoccupazione estrema per il peso e l'aspetto fisico, che includa :

·  una alterazione del vissuto corporeo: alcuni si sentono grassi in riferimento alla totalità del loro corpo, altri pur ammettendo la loro magrezza, percepiscono come “troppo grasse” alcune parti del corpo, in genere l’addome, i glutei e le cosce. Possono adottare le tecniche più disparate per valutare le dimensioni e il peso corporei , come pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro,o controllare allo specchio le parti percepite come grasse.

·  una importanza eccessiva data al peso nei riguardi della propria autostima; la perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista e segno di ferrea autodisciplina, mentre l’aumento di peso viene vissuto come inaccettabile perdita delle capacità di controllo.

·   il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiologiche.

  1. nei pazienti di sesso femminile, una amenorrea (sospensione del ciclo mestruale) da almeno tre mesi.

Sono stati riconosciuti due sottotipi di Anoressia Nervosa:

·              Anoressia Nervosa con restrizioni: cioè la perdita di peso è ottenuta principalmente attraverso la dieta, il digiuno o l’attività fisica eccessiva;

·              Anoressia Nervosa con abbuffate o con condotte di eliminazione: si tratta di quei casi in cui i soggetti presentano regolarmente abbuffate e poi si dedicano a condotte di eliminazione attraverso il vomito autoindotto, l’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

 

Cause

Le cause che portano allo sviluppo di una Anoressia Nervosa sono multiple, ovvero esistono delle cause predisponesti di natura sia biologica, che sociale, che psicologica su cui si sovrappongono ad un certo punto dei fattori scatenanti che portano allo sviluppo della malattia.

 Tra i fattori predisponenti è importante tenere presente il fatto di avere un famigliare che soffre, o ha sofferto, di un disturbo del comportamento alimentare, il fatto di crescere in una famiglia dove esiste una oggettiva difficoltà a comunicare ed esprimere le emozioni, il fatto di appartenere ad un gruppo sociale "a rischio" per il controllo del peso (ad es. ballerine/i, ginnaste/i, cicliste/i, ecc.), il fatto di vivere in un'area urbana di un paese occidentale dove la magrezza viene enfatizzato come un valore sociale positivo, il fatto di soffrire di un disturbo della personalità.

Importante è anche il ruolo di alcune condizioni antecedenti più prossime all’esordio del disturbo. In molti casi, infatti, alcune caratteristiche individuali, quali il perfezionismo, la bassa autostima, la regolazione delle emozioni, l'ascetismo e le paure legate alla maturità psicobiologica precedono la comparsa dell’Anoressia Nervosa.. Tra i fattori scatenanti, il più noto è il fatto di sottoporsi a diete ferree, e poi c'è sicuramente la difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti e agli eventi stressanti che la vita impone. In questo senso possono essere considerati fattori scatenanti l'Anoressia Nervosa un fallimento amoroso, una bocciatura a scuola, un licenziamento dal lavoro, la perdita di un caro, ecc.

 

Complicazioni

La complicazione più grave è la morte per denutrizione.

Altre complicazioni importanti sono ,oltre all’amenorrea:

-Sintomi gastrointestinali: stipsi, dolori addominali;

-Intolleranza al freddo, letargia o eccesso di energia;

-Ipotensione, ipotermia, pelle secca, peluria fine (languo) sulla schiena, avambracci e lati della faccia; nei pazienti con iperacrotenemia, colorazione gialla della cute;

-Ipertrofia delle ghiandole salivari, principalmente delle parotidi specialmente in quelli che si abbuffano e si provocano il vomito

-Erosioni dello smalto dentale e cicatrici o callosità sul dorso delle mani in quelli che vomitano frequentemente;

-Insufficienza renale;

-Alterazioni cardiovascolari: bradicardia, ipotensione; aritmie cardiache (specialmente in quelli sottopeso);

-Problemi dentali e osteoporosi.

 

Evoluzione e esiti dell’Anoressia Nervosa

L'evoluzione e gli esiti dell'Anoressia Nervosa sono estremamente variabili.

In alcuni casi, ad un episodio di Anoressia Nervosa fa seguito una completa remissione;

In altri, fasi di remissione, con recupero del peso corporeo, si alternano a fasi di riacutizzazione. Altri ancora presentano un'evoluzione cronica, con progressivo deterioramento nel corso degli anni. Può rendersi necessario il ricovero in ambiente ospedaliero per il ripristino del peso corporeo o la correzione di squilibri elettrolitici.

Tra i soggetti ricoverati presso strutture universitarie, la mortalità a lungo termine per anoressia nervosa è maggiore del 10%. Il decesso si verifica in genere in rapporto alla denutrizione, agli squilibri elettrolitici, a suicidio.

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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