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Albumina, creatinina ed emoglobina (glicata). Queste tre proteine svolgono un ruolo importante nel determinare l'evoluzione del diabete. L'albumina è la proteina più abbondante nel sangue ed è prodotta dal fegato. Il rene, filtrando il sangue non dovrebbe espellerla mai ( o solo in minima parete). Viene considerata normale una concentrazione di albumina inferiore a 20 microgrammi al minuto, mentre si parla di microalbuminuria se la concentrazione è tra 20 e 200 microgrammi al minuto e di macroalbuminuria oltre i 200. Esclusa una possibile infezione delle vie urinarie, la microalbuminuria è un segnale che il rene inizia a danneggiarsi. Precede di molti anni un danno renale più grave e c'è quindi tutto il tempo per intervenire. Viceversa un rene sano dovrebbe eliminare la creatinina. Se nel sangue ne rimane una concentrazione superiore a 1,5 mg/dl significa che il funzionamento renale è compromesso. Anche la creatinina è segno di danno renale, ma annunciato con minore anticipo. Una valutazione della percentuale di emoglobina glicata permette invece di definire l'andamento della glicemia nelle ultime 6-12 settimane. Infatti, circolando nel sangue, una parte dell'emoglobina si lega al glucosio ( si glica) e tanto maggiore è la concentrazione di glucosio, tanto più alta è la quota di emoglobina che gli si "appiccica". La vita media dell'emoglobina è di 8-10 settimane. La persona non diabetica ha valori dell'Hb1Ac (questa la sigla) compresi fra 0 e 4%. Per la persona diabetica si considerano accettabili valori inferiori al 7%.
tratto dalla rivista Accu-chek "Friends"
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