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LE FRODI ALIMENTARI
 
La lotta contro le frodi
alimentari è stata sempre una “partita” a guardie e ladri. Da una parte
i produttori, dall’altra le forze dell’ordine e i servizi veterinari
delle ASL.
Una frode alimentare per
avere successo necessita di essere facile da eseguire, difficile da
scoprire e lucrosa. La contraffazione dell’olio extra vergine di oliva
(cui viene aggiunto olio di nocciole), quella dei vini di pregio, il
doping animale (con prodotti anche cancerogeni!), ma anche la vendita di
specie animali meno pregiate fatte passare per altre di pregio grazie
alla somiglianza della specie: aragostella per aragosta, totani per
calamari, pesce scongelato per fresco, ecc.
Purtroppo non sempre le
istituzioni addette ai controlli riescono a svelare tutte le frodi
alimentari e poi le punizioni per i malfattori non sono sempre adeguate
alla gravità del reato.
Le frodi alimentari non sono
comunque un problema solo italiano, basti ricordare i polli alla
diossina o la mucca “pazza”, questi casi dimostrano che il fenomeno
riguarda tutta l’Europa (e non solo) e che, per contrastarlo, occorre
una sinergia comune.
Infine, ecco un piccolo
glossario delle frodi alimentari:
Adulterazione:
variazione, non dichiarata, dei componenti di un alimento.
Alterazione:
modifica, spesso dovuta ad inadeguata conservazione, della composizione
del prodotto che intacca le caratteristiche nutrizionali dello stesso.
Contraffazione:
azione fraudolenta finalizzata a far apparire un prodotto diverso da
quello che in realtà è.
Frode commerciale: il
riportare indicazioni errate in etichetta o la mancata segnalazione di
cibi surgelati nei menù.
Frode sanitaria: atto
che rende nocivi i cibi (come quella del vino al metanolo).
Sofisticazione:
operazione fraudolenta che si attua sostituendo alcuni ingredienti con
altri di minor pregio.
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