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CHE ETÀ
POSSONO AVERE I CIBI CHE METTIAMO IN TAVOLA?
Oggi giorno, grazie al
frigo, al freezer e a tecniche di conservazione, sia naturali che
chimiche e fisiche, abbiamo la comodità di avere alimenti pronti per
l’uso e poco deperibili. L’olio isola dall’aria e toglie ossigeno ai
microrganismi, l’aceto aumenta l’acidità creando un ambiente sfavorevole
ai batteri (anche quelli capaci di sopravvivere senza ossigeno), l’alcol
blocca la riproduzione batterica mentre il sale e lo zucchero
“disidratano” le cellule microbiche. I nitrati distruggono i batteri
capaci di vivere in assenza di ossigeno, i sorbati e il benzoato
combattono i lieviti e le muffe, i polifosfati agiscono allo stesso modo
del sale, la pastorizzazione uccide i germi patogeni e la
sterilizzazione anche quelli non tossici, la refrigerazione rallenta lo
sviluppo microbico e la surgelazione lo arresta.
Vediamo, quindi, quanto i
prodotti di più largo consumo possono durare senza alterarsi, purché
vengano rispettate le adeguate norme di conservazione riportate sulla
confezione.
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Latte a lunga
conservazione: 6 mesi
Latte fresco
pastorizzato: 4 giorni
Merendine
industriali: 8 mesi
Pomodori pelati: 3-4
anni
Riso e pasta: 16
mesi
Pasta all’uovo: 1
anno
Cracker: 18 mesi
Legumi secchi: 3
anni
Formaggi stagionati:
6 mesi oltre quelli necessari per la stagionatura
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Formaggi freschi: 2
mesi
Uova: 7 giorni
Olio: 15 mesi
Bistecca: 3 giorni
Surgelati: 2 anni
Zucchero e miele:
indefinita
Sale: indefinita
Marmellata: 4 anni
Acqua: 5 anni
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