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LA SCIENZA IN CUCINA: LA
CUCINA “MOLECOLARE”
Fisica e cucina
La cucina molecolare,
frontiera più avanzata della ricerca gastronomica potrebbe aiutare anche
in casa a cucinare piatti più gustosi, leggeri e sani. Si tratta, in
pratica, di una cucina impostata sui principi scientifici dello studio
della materia e basata sul rispetto della struttura molecolare
dell’alimento e sulla sua possibile trasformazione, senza additivi e
sostanze chimiche.
Cardine della cucina
molecolare: la revisione dei classici metodi di cottura per creare nuovi
sapori e migliorare i piatti dal punto di vista gastronomico ma anche
nutrizionale. La cottura avviene spesso senza fiamma; si prospettano
uova “cotte” a freddo e gelati preparati in azoto liquido. Essa può
aprire nuove frontiere per l’alimentazione anche di chi soffre di
intolleranze alimentari. La cucina molecolare si basa sull’assunto che
le possibilità di abbinamento e di trattamento dei cibi sono molto più
numerose di quelle a cui siamo abituati. Un esempio è la cottura: Metodi
alternativi, basati sullo studio della modificazione delle molecole dei
cibi, possono generare nuovi sapori, ma ancor di più possono offrire
nuove e più vantaggiose caratteristiche dei piatti, anche sotto il
profilo dietetico.
Si può scoprire che l’alcol ha il potere di coagulare le proteine
dell’uovo senza alterarne il sapore e si può così ottenere un uovo
solido come se fosse cotto mantenendogli la leggerezza e i sentori del
crudo. Si può cuocere il pesce in una miscela di zuccheri fusi, anziché
nell’olio, e scoprire che il nuovo "liquido di frittura" dimezza i tempi
di cottura e che la sua densità e viscosità permettono di trattenere
l’umidità all’interno del pesce. Perché non sia dolce, basta avvolgerlo
in due foglie di porro. Oppure si può ottenere un gelato istantaneo
utilizzando l’azoto liquido a "meno 196°" e scoprire la sensazione
piacevolissima di un gelato che non raffredda la bocca e permette di
gustare il sapore con la stessa intensità dall’inizio alla fine. La cagliata d’uovo, per
fare un esempio, è una sorta di crema semisolida e morbidamente
malleabile, ottenuta per cottura dell’uovo in alcool etilico a 95 gradi.
Per ovviare all’odore di alcool, un risciacquo sotto l’acqua. Come dire,
la scoperta dell’acqua calda.
O il rombo assoluto, ben definito dal nome, filetto di rombo avvolto in
foglie di porro e cotto in una miscela di zuccheri fusi. Dolce? No,
perché le foglie di porro, poi utilizzate per fare la salsa di
accompagnamento, lo preservano dal contatto con lo zucchero. Nessun
grasso, una frittura perfetta che mantiene una consistenza soda delle
carni del rombo e il gusto del pesce fresco grazie alla fluidità e alla
temperatura costante del liquido di cottura, che non lascia sfuggire
alcun liquido né vapore dalla carne, mantenendo così un sapore
eccezionalmente intatto. O ancora il gelato al caffè, dove la
crema raffreddata istantaneamente -e con grande effetto scenico con
azoto liquido a 196 gradi - ha la consistenza vellutata del gelato, con
una morbidezza particolare data dai cristalli di ghiaccio più piccoli di
quelli del gelato tradizionale, che rinfresca la bocca senza gelarla e
senza quindi comprometterne la sensibilità. Un capolavoro di
termodinamica sono invece i “cuori caldi dal volto di ghiaccio”, sfere
di meringa ripiene di crema calda e avvolte in un cioccolato vetroso,
lucido e ghiacciato, piatto effimero che dura giusto il tempo
dell’assaggio.
La gastronomia molecolare apre davvero nuove e affascinanti frontiere
alla alimentazione di domani ed è intuitivo il beneficio che ne potrà
ricavare l’alimentazione moderna, sempre alla ricerca di combinare i
valori edonistici con quelli dietetici. Una ricerca che potrebbe avere
anche impensati sviluppi nell’offerta alimentare a pazienti affetti da
sindromi allergiche, purtroppo oggi spesso costretti a menu vissuti come
punitivi o privi di gusto.
L’approccio scientifico
della cucina molecolare apre un intrigante panorama creativo di ricette,
abbinamenti e quant’altro. Un esempio è il Green tea and lime Sour,
una pietanza contenente sostanze simili a quelle del dentifricio in
grado di lasciare la bocca pulita dopo averlo consumato (!) oppure il
Rombo assoluto, filetto di rombo avvolto in foglie di porro e
“fritto” in una miscela di zuccheri fusi; nessun grasso, una cottura
perfetta che mantiene la consistenza soda delle carni del rombo e il
gusto del pesce fresco grazie alla fluidità ed alla temperatura costante
del liquido di cottura, che non lascia sfuggire alcun liquido né vapore
dalla carne, mantenendo così un sapore eccezionalmente intatto e che può
essere consumato anche dai diabetici perché le foglie di porro che
avvolgono il filetto ne garantiscono la non assorbibilità degli zuccheri
da parte del pesce. Una tecnica che necessita di un controllo costante
tramite una sonda della temperatura dello zucchero e del pesce. O
ancora, come si diceva, il gelato in azoto liquido a - 196 °C che,
grazie alla formazione di cristalli di ghiaccio molto più piccoli del
gelato tradizionale garantisce una consistenza vellutata del preparato e
che rinfresca il palato senza gelarlo e senza, quindi, comprometterne la
sensibilità, ci troviamo di fronte bevande che trattengono le
caratteristiche aromatiche e i profumi di vari tipi di sigari pregiati
utilizzati per l’infusione.
Quindi, attorno a un
concetto di nutrizione continuamente ridefinito si svilupperanno delle
occasioni, delle opportunità, dei momenti di consumo che il singolo
individuo farà convivere all’interno di un calcolo utilitaristico che
comprende certamente la propria salute ma anche il piacere della
scoperta e del godimento del cibo in quanto tale ed in quanto segno e
simbolo.

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