Fame di sesso? Non c’è
menù che tenga
Secondo una recente ricerca tedesca, solo 2
sostanze migliorerebbero davvero le prestazione sessuali: la yohimbina e
la cantaride. La prima si ottiene dalla corteccia di un albero africano
(Corynanthe yohimbe), la seconda da un insetto (Lytta vesicatoria).
Entrambe, però, sono tossiche. Ecco invece le proprietà sfatate di altri
cibi “afrodisiaci”.
Tartufo: il suo odore pungente è dovuto
all’androstenolo, un feromone che stimola all’accoppiamento le scrofe.
Ma non c’è prova che questo tubero abbia lo stesso effetto sulle donne.
Polenta: nei topi nutriti esclusivamente
con farina di mais l’attività sessuale risulta decuplicata.
L’esperimento non è però riproducibile sull’uomo: le conseguenze
sarebbero pellagra e gravi carenze vitaminiche.
Peperoncino: la sua fama di afrodisiaco è
recente. All’epoca della sua introduzione in Europa, nel ‘500, si
credeva infatti che seccasse lo sperma. Si è poi scoperto che favorisce
la liberazione di endorfine nel nostro corpo: queste danno un senso di
benessere, ma non stimolano l’appetito sessuale.
Ostriche: la somiglianza con l’organo
sessuale femminile ha fatto di questi molluschi uno degli afrodisiaci
per eccellenza. La scienza ha dimostrato che contengono zinco e fosforo,
ma di sostanze eccitanti… neanche l’ombra.
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