diabete, , ,

 

 

 

Insaccati: ma in che cosa?

 

Cibi sicuri: non sempre i budelli che avvolgono wurstel, cotechini, mortadelle,salami sono commestibili. Spesso questi involucri sono artificiali e, secondo uno studio, contengono o rilasciano sostanze “ sospette”. Gli esperti chiedono regole precise.

 

L’involucro dei wurstel è commestibile? E quello della mortadella? Il budello sintetico utilizzato per avvolgere il cotechino rilascia sostanze durante la cottura?si tratta di interrogativi leciti, visto che ormai i salumifici e le industrie di insaccati utilizzano sempre di più budelli artificiali.

Quelli ricavati dall’intestino dei maiali, dei bovini e degli ovini sono riservati alla produzione di qualità, per via del positivo risultato che si ottiene a livello organolettico in seguito alla stagionatura. Nonostante ciò anche qualche insaccato Dop preferisce il budello artificiale.

 

Perché si usano

I vantaggi dei budelli artificiali sono per i salumifici fondamentalmente due: la maggior resistenza alle rotture e i costi vantaggiosi. Ma da più parti si sollevano perplessità. Ci sono aziende che utilizzano budelli a base di cellulosa e poliammide, mescolate con plastificanti ( ftalati e adipati) per facilitare il distacco dell’involucro. Altre usano involucri con residui di sostanze indesiderate, per cui, alla fine,risulta difficile considerarli commestibili. Inoltre, gli involucri degli insaccati spesso

Non hanno riferimenti per la rintracciabilità e sono accompagnati da schede tecniche generiche. Uno studio su questo argomento, condotto dalle Università di Modena e Reggio Emilia, ha affrontato alcuni di questi problemi. Le prove condotte su tali prodotti hanno evidenziato,tra l’altro, la migrazione ( dai budelli artificiali esaminati ai cibi) di metalli pesanti( piombo e cadmio) e di sostanze nocive ben al di sopra dei valori previsti per gli imballaggi alimentari.

 

Non ci sono regole

Per i budelli artificiali però non esiste una normativa europea precisa e in assenza di regole i produttori non forniscono schede tecniche adeguate. La situazione è paradossale perché, mentre la carta, i film plastici e persino il vetro destinato a venire a contatto con gli alimenti non devono alterare il sapore né contaminare il cibo, gli involucri per salumi e insaccati non sono regolamentati.

 

Contenitori o cibi?

Questo vuoto legislativo crea problemi all’intero settore e in particolar modo all’Italia, considerata uno dei principali importatori di budelli sintetici e naturali.

La situazione si è complicata con l’adozione del recentissimo Regolamento CEE n° 1953/2004 del 27 ottobre 2004, che non applica ai budelli le regole adottate per i contenitori alimentari. E se gli involucri non sono classificati come contenitori-imballaggi, allora, che cosa sono?

“Il Regolamento 178/02- precisa Giordano Iotti, veterinario dell’Asl di Moderna- considera alimento qualsiasi sostanza destinata ad essere ingerita o di cui si prevede ragionevolmente  che possa essere  ingerita. Visto che, in assenza di indicazioni precise sull’etichetta, le persone mangiano gli involucri della mortadella , dei salumi, dei wurstel, dei cotechini, è ragionevole considerare questi involucri come “ alimenti”, anche se non esiste una legge precisa”.

Per risolvere l’enigma gli addetti ai lavori confidano in una sollecita circolare da parte del Ministero della Salute, anche se fino ad ora nessuna istituzione è intervenuta. La questione va affrontata e risolta al più presto, perché ogni giorno si comprano e si mangiano salumi e insaccati pensando  erroneamente che gli involucri siano sempre commestibili. Ma, come si è detto, non è così. E sulle etichette devono essere riportate precise indicazioni che, però, quasi tutti dimenticano.

 

IMPORTAZIONI

 

L’Italia è uno dei maggiori importatori da Paesi extraeuropei di budelli, sia naturali sia artificiali, per insaccati. Ciò dipende anche dal fatto che, in Europa, dopo la vicenda “ mucca pazza”, le interiora dei bovini devono essere distrutte.

 

I DIVERSI TIPI DI PELLE

 

Qualità incerta e comunque poco chiara

 

Budello naturale Budello collato Budello di collagene Budello di cellulosa Budello sintetico

Ricavato da intestino di suini, bovini, caprini,  lavato e igienizzato.  L’importazione da Paesi extra europei è aumentata dopo che per via della mucca pazza in Europa si distruggono le interiora bovine. Per la legge è un alimento che, volendo, si può mangiare. In genere è usato per salumi e altri insaccati di pregio. Non è d’obbligo indicarlo in etichetta.

Di provenienza prevalente cinese, ottenuto da ritagli e scarti di intestino incollati. Manca l’informazione sull’origine della materia prima:presenta una concentrazione esagerata di steroli che fa intuire l’uso di colle sconsigliate negli alimenti. È usato per salumi, wurstel, salsiccia, cotechino precotto, mortadella. Non è obbligo segnalarlo in etichetta.

Ricavato da ossa e dallo strato interno della pelle bovina. Per la legge è commestibile e perciò non va segnalato in etichetta:ciò vale solo se non è colorato e non  è abbinato a sostanze indesiderate, come invece spesso avviene. Senza indicazioni è meglio non mangiarlo. Si usa per salumi, wurstel, salsiccia fresca, cotechino precotto, mortadella.

Da fibre vegetali, con plastificanti e reticolanti. Poche le informazioni sulla materia prima: la produzione non è sottoposta a vigilanza veterinaria. Per la legge non è un alimento. È perciò d’obbligo indicarlo in etichetta e invitare a non ingerirlo. Ma in realtà la dicitura non si trova. È usato per salumi, mortadella, wurstel, salsiccia, cotechino precotto.

Si tratta di sostanze plastiche a base di poliammide e polimeri , già di largo impiego nel settore alimentare ( pellicole trasparenti, vaschette di prosciutto e formaggi). Per legge non è alimento, quindi va indicato in etichetta, con l’invito a non ingerirlo. Ma in realtà la dicitura non si trova. A livello industriale si usa per la mortadella e il prosciutto cotto.

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.