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Visite collettive meglio delle individuali per tenere sotto controllo la
malattia.
Meno visite singole e colloqui
individuali con lo specialista, più cure di gruppo.
Dovrebbe essere questa la strategia vincente per tenere sotto controllo
il diabete e le sue complicanze. L’innovativo approccio emerge dallo
studio “Romeo” che e’ stato presentato al congresso dell’ European
Association for the Study of Diabetes (Easd) che si e’ tenuto a Roma
dal 7 all’11 settembre.
La
ricerca, che di fatto si sintetizza in un programma educativo per la
gestione della malattia diabetica, è stata interamente condotta in
Italia sulla scorta di un precedente programma organizzato dall’ateneo
torinese con il coordinamento di Marina Trento, la psicopedagoga del
Dipartimento di Medicina interna che ne ha presentato i risultati.
Conosciuto anche all’estero come “Turin model”, Romeo (acronimo di
“Ripensare l’organizzazione per Migliorare l’Educazione e gli Out-come)
è partito nel dicembre 99 con l’arruolamento di 815 pazienti in 12
centri diabetologici italiani e si è concluso un anno fa, seguendo il
protocollo di gruppo già sperimentato a Torino. E infatti i pazienti
diabetici partecipanti allo studio sono stati distribuiti in due gruppi:
nel primo. 421 soggetti sono stati seguiti attraverso il “Group Care”,
mentre nel secondo 94 pazienti sono stati sottoposti al monitoraggio
tradizionale mediante visite individuali. Al termine della ricerca, dopo
attente analisi statistiche, nei soli pazienti controllati grazie alla
metodica di gruppo è stato dimostrato un miglioramento del compenso
metabolico, dei livelli pressori, del colesterolo e dei trigliceridi.
Tratto da
Salute
Suppl. La
Repubblica
, settembre 2008 |