|
Le News di Diabetes Care
Incretino mimetici
Nel Diabete mellitoT2
l’inserimento precoce di exenatide – associato ad un programma
strutturato e intensivo di modifica dello stile di vita di 24 settimane
– dopo il fallimento della terapia con metformina o sulfonilurea da sole
o in associazione, ottiene risultati significativamente migliori
rispetto al solo programma di modifica dello stile di vita sia per ciò
che riguarda il calo ponderale (-6 vs -4 kg), che il miglioramento del
compenso metabolico, che la riduzione della pressione arteriosa
Ricadute
cliniche
Associare exenatide nel DT2 in fallimento secondario alla metformina o
alla sulfoniluree, il più precocemente possibile – insieme ad un
programma intensivo di modifica dello stile di vita di 24 settimane –
permette di ridurre il peso corporeo, l’HbA1c e i valori pressori in
modo significativamente superiore al solo stile di vita. I risultati
migliori si ottengono associando subito exenatide alla metformina.
Effetti
della terapia intensiva sulla neuropatia
Messaggio
chiave
Nel diabete tipo 1 gli effetti benefici del trattamento insulinico
intensivo sulla complicanza neuropatica si mantengono a 13-14 anni dalla
fine del DCCT, anche quando non vi sono più differenze di compenso
metabolco (HbA1c uguale nei due gruppi): la prevalenza di neuropatia
periferica (misurata come velocità di conduzione motoria su due o più
nervi periferici) aumenta infatti dal 9 al 25% nel gruppo trattato
intensivamente rispetto ad un aumento dal 17 al 35% nel gruppo trattato
convenzionalmente, e l’incidenza è significativamente diversa tra i due
gruppi (22 vs 28%).
Ricadute
cliniche
Trattare intensivamente i diabetici di tipo 1 fin dalla diagnosi – in
modo tale da mantenere l’HbA1c a target (< 7%) – riduce la prevalenza e
l’incidenza di neuropatia periferica nel tempo, anche a distanza di
oltre dieci anni dall’esordio della malattia.
Da Diabetes Care May 2010
33:1090-1096 |