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Attività sportiva e rischio di ipoglicemie:

migliori gli sport di squadra

 

22 luglio 2005 (Congresso Medico) – Secondo un articolo di alcuni ricercatori australiani (Dott. Kym J. Guelfi e coll., Crawley, Western Australia), sport di squadra quali il calcio o l’hockey, caratterizzati da attività a intensità elevata intermittente, si assocerebbero a un minor rischio di ipoglicemie, nei soggetti affetti da diabete di tipo 1, rispetto alle attività a intensità continua e moderata, quali il jogging e la bicicletta. Tale osservazione, se confermata da studi di dimensioni maggiori, ribalterebbe molte delle raccomandazioni fornite in materia di sport ai soggetti diabetici.
Lo studio è stato condotto monitorando la risposta glicemica e degli ormoni controregolatori in 7 soggetti con un diabete di tipo 1 nel corso di due sessioni di esercizio a intensità moderata (40% del consumo massimale di ossigeno) o a intensità elevata intermittente (con sprint ogni 2 minuti), della durata di 30 minuti. La riduzione glicemica maggiore è stata osservata durante le sessioni di attività a intensità moderata continua, rispetto a quella intermittente (-4,4 versus -2,9 mmol/l; p<0,05), nonostante la frequenza cardiaca più elevata e il maggior carico lavorativo di quest’ultima.
Nei 60 minuti successivi alle sessioni sportive i livelli glicemici sono rimasti più elevati dopo l’attività intensa intermittente, rispetto a quella moderata continua (p<0,05), nella quale si è osservata la tendenza a una riduzione progressiva dei valori. Secondo gli autori, nell’attività intensa potrebbero svolgere un ruolo importante l’aumentata secrezione di catecolamine e di GH.

La Redazione

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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