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Nuovi parametri per la diagnosi di Sindrome metabolica


L’American Heart Association e il National Lung and Blood Istitute statunitense hanno unito le loro forze per produrre nuove linee guida per la diagnosi della sindrome metabolica, uno dei maggiori fattori di rischio cardio-cerebro-vascolare. Le nuove raccomandazioni sono state pubblicate sulla rivista Circulation e ricalcano sostanzialmente le linee guida più diffuse in materia, le Atp III, con qualche variante. Se queste suggeriscono di fare diagnosi di sindrome metabolica quando sono presenti almeno tre fattori di rischio su cinque tra circonferenza addominale elevata, trigliceridi alti, colesterolo HDL ridotto, ipertensione arteriosa e glicemia a digiuno elevata, la versione più aggiornata entra maggiormente nel dettaglio. La circonferenza addominale, per esempio, è considerata rischiosa se supera gli 88 cm nelle donne ed i 102 cm negli uomini; tali valori però vanno modificati al ribasso in alcune etnie, come gli asiatici, che hanno geneticamente una maggiore resistenza periferica all’insulina. Inoltre, i trigliceridi alti, il colesterolo HDL basso e la pressione arteriosa elevata devono essere considerati fattori di rischio anche se vengono normalizzati grazie all’uso di farmaci. Le linee guida specificano inoltre che la diagnosi di ipertensione arteriosa è da formularsi anche se solo uno dei valori pressori è alterato (sistolica sopra i 130 mm/Hg oppure diastolica sopra gli 85 mm/Hg).

La glicemia  a digiuno va mantenuta al di sotto di 100 mg/dL e non 110 mg/dL come nella versione Atp III; il cambiamento è stato introdotto per mantenere tali valori in linea con quanto raccomandato dalle linee guida sul diabete mellito.

La Redazione

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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