|
Farmaci ed eccipienti: il
caso della metformina

Nell’ambito del Congresso della Società Italiana di Terapia Clinica e
Sperimentale, tenutosinello scorso gennaio a Napoli, particolare
interesse è stato suscitato dalla Tavola Rotonda sul tema “Farmaci
generici: quali prospettive”, che ha coinvolto tutti i partecipanti
durante la discussione.
Definizioni
Un medicinale equivalente (o generico) contiene la stessa quantità di
principio attivo e presenta la stessa forma farmaceutica del medicinale
di riferimento, rispetto al quale deve essere documentata la
bioequivalenza per mezzo di studi appropriati, presentati all’autorità
regolatoria ai fini dell’autorizzazione all’immissione in commercio. Il
produttore di un medicinale equivalente è sollevato dall’obbligo di
presentare studi di efficacia e sicurezza per ottenerne l’autorizzazione
all’immissione in commercio, dal momento che la molecola è già
conosciuta. Deve invece produrre dati che dimostrino la qualità e la
bioequivalenza con il medicinale di riferimento. è importante
sottolineare che due medicinali sono equivalenti farmaceutici se
contengono la stessa quantità di principio attivo, hanno la stessa forma
farmaceutica, posseggono standard di qualità identici o simili e sono
somministrati attraverso la stessa via; tuttavia, essi non sono
necessariamente bioequivalenti né equivalenti dal punto di vista
terapeutico, dal momento che i diversi eccipienti possono modificare la
disponibilità del farmaco ad esercitare l’azione terapeutica. Sulla base
della normativa attuale, dimostrare la bioequivalenza significa provare
l’equivalenza terapeutica.
È evidente
che il concetto di bioequivalenza non gode della proprietà transitiva:
non è possibile stabilire senza una verifica diretta che due farmaci,
ciascuno bioequivalente rispetto allo stesso farmaco di riferimento,
siano bioequivalenti tra di loro. Purtroppo, il confronto diretto non è
possibile, in quanto i farmaci equivalenti sono confrontati solo con il
medicinale di riferimento e così l'interscambiabilità fra equivalenti è
solo supposta. Questoproblema è stato già affrontato negli Stati Uniti,
dove esiste un
Orange
Book (Appropriate Drug Products with Therapeutic
Equivalence Evaluations)
periodicamente aggiornato, che riportatutte le bioequivalenze studiate,
indicando per ogni farmaco equivalente la sua sostituibilità con altri
prodotti. L’AIFA ha avviato un progetto che dovrebbe portare anche in
Italia allampubblicazione di una lista dei prodotti utilizzabili in
sostituzione della specialità corrispondente. Non sempre un farmaco
equivalente è autorizzato per tutte le indicazioni per le quali è stato
approvato il farmaco di riferimento. La bioequivalenza in questo caso è
dimostrata solo per l’indicazione principale.
Eccipienti
Due
medicinali bioequivalenti possono presentare differenze nella loro
composizione in eccipienti: tali differenze possono avere ripercussioni
in determinate categorie di pazienti . Ad esempio,la presenza di
glucosio può avere una rilevanza clinica in pazienti diabetici, la
presenza di amido di grano in soggetti celiaci, la presenza di aspartame
in pazienti affetti da fenilchetonuria. Tali aspetti vengono gestiti
attraverso una corretta informazione nel Riassunto delle Caratteristiche
del Prodotto e sul Foglio illustrativo. Inoltre, va sottolineato che
differenze negli eccipienti e/o nel processo di fabbricazione possono
essere responsabili di differenti prestazioni del prodotto. La
sostituzione degli eccipienti può causare una modificazione nella
biodisponibilità e anche ridurla. Dopo la concessione
dell’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC), durante il
periodo di effettiva commercializzazione e utilizzo clinico del
medicinale equivalente (nella cosiddetta “fase post-marketing”), la
qualità farmaceutica e, di conseguenza, ilprofilo farmacologico di
bioequivalenza ed equivalenza terapeuticadel farmaco equivalente
dovrebbero mantenersi costanti neltempo e conformi alle informazioni
contenute nel dossier tecnico scientifico depositato presso l’Autorità
Regolatoria. Tuttavia, alcuni dati presenti nella letteratura
medico-scientifica internazionale e italiana, oltre alle segnalazioni di
reazioni avverse ai farmaci e di inefficacia terapeutica presenti nel
database dell’AIFA, contribuiscono ad avvalorare l’ipotesi che nei
mercati farmaceutici di vari Paesi (tra cui l’Italia) accanto a farmaci
equivalenti di buona qualità siano presenti anche farmaci equivalenti di
scarsa qualità. Il recentissimo “position paper” della Società Italiana
di Farmacologia sui farmaci generici 1 ha individuato una serie di
proposte operative per migliorare le procedure di controllo
post-marketing volte a verificare periodicamente la sussistenza dei
requisiti di idoneità degli impianti di produzione dei farmaci
equivalenti e la qualità dei prodotti medicinali equivalenti presenti
nel mercato farmaceutico.
Alberico
L. Catapano Ordinario di Farmacologia Direttore Centro
Interuniversitario di Epidemiologia e
Farmacologia
Preventiva e Centro Studi Aterosclerosi, Università di Milano
da
MeDia 2011;11:85-88
|