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Italia - 10/08/2007
Diabete
"epidemia del secolo"
E’
stato recentemente firmato un protocollo d’intesa tra Slow Food e
l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), la più grande associazione
scientifica della diabetologia italiana, con l’obiettivo di promuovere
stili di vita e alimentari sani e nello stesso tempo piacevoli. Il
protocollo d’intesa attiva una collaborazione tra AMD e Slow Food che si
svilupperà attraverso convegni, conferenze e congressi. Le iniziative
riguarderanno tanto il piano della comunicazione (con la pubblicazione
di contenuti specifici sulla rivista mensile Slowfood, sul sito internet
www.slowfood.it e sui siti dell’Associazione Medici Diabetologi), quanto
quello dell’attività didattico-formativa rivolta a insegnanti, personale
medico-infermieristico e popolazione in genere (per la quale le due
associazioni metteranno a disposizione i propri esperti).
Un’importante riflessione sul tema della salute che implica
necessariamente un’opera di educazione e sensibilizzazione dei cittadini
per la quale Slow Food lavora da tempo.
Silvio Barbero, Segretario nazionale di Slow Food sottolinea che «Slow
Food Italia ha voluto stringere questa alleanza con l’Associazione dei
Medici Diabetologi per dare forza a momenti specifici, formativi e di
comunicazione, nell'ambito di un percorso già intrapreso: l'obiettivo è
rafforzare il rapporto tra cibo di qualità e stili alimentari corretti
ed evidenziare quanto esso sia importante per la nostra salute».
«Tale accordo si inserisce nella mission di AMD, con l’obiettivo di
diffondere la cultura della vita “sana” in tutti i suoi aspetti:
culturali, etici e sanitari. La cura di una patologia in costante
aumento quale il diabete non può che partire da una comune riflessione
sulle strategie di prevenzione. In questa logica l’incontro con Slow
Food rappresenta una grande opportunità: i reciproci spazi di
comunicazione ospiteranno interventi, proposte di iniziative,
documentazione, articoli di approfondimento» ha dichiarato Adolfo
Arcangeli, presidente dell’AMD.
Il diabete rappresenta una delle patologie più diffuse nel mondo e
sicuramente quella che negli ultimi anni ha registrato il maggior tasso
di crescita. Si è calcolato infatti, che entro il 2025 le persone
affette da diabete mellito di tipo 2 sul pianeta saranno circa 300
milioni, un trend che sembra raggiungere le punte più alte nell’area
sudamericana, mediorientale e del Sud-est asiatico. Non solo più piaga
dei Paesi “a sviluppo avanzato”, ma ora anche di quelli in via di
sviluppo che vivono grandi mutamenti nello stile di vita e nelle
abitudini alimentari. L’aumento delle persone affette da questa
patologia non è solo dovuto alla crescita dell’aspettativa di vita, ma
soprattutto ad abitudini alimentari sbagliate: la forte percentuale di
grassi e zuccheri presenti nelle diete, associata a scarsa attività
fisica e sedentarietà (ormai diffusi anche nei Paesi del sud del mondo,
soprattutto dopo l’intensa urbanizzazione e occidentalizzazione),
rappresentano infatti le condizioni di base per il dilagare della
malattia.
Sul fronte italiano le stime circa l’incidenza e la progressione del
diabete confermano la tendenza riscontrata a livello mondiale. Anche nel
nostro paese, infatti, si registrano ogni anno numerosi nuovi casi,
specialmente tra i “nuovi cittadini” provenienti dall’Est europeo e dal
Nord Africa che ormai consumano abitualmente prodotti sotto accusa come
merendine, bibite gassate e snack ipercalorici. Un quadro allarmante,
che fa parlare di “imminente epidemia di diabete”, e che ha
rappresentato il punto di partenza per la firma del protocollo d’intesa.
A cura
di Francesca Poggiante , nutrizionista |