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L’aterosclerosi
malattia infettiva?
Uno studio condotto da ricercatori
dell’Università di Verona e dell’Istituto Gaslini di Genova, pubblicato
online su PLoSONE, rimette in primo piano il ruolo dell’infezione da
Cytomegalovirus nella genesi dell’aterosclerosi. I fattori di rischio
tradizionali ( fumo, diabete, ipertensione,ipercolesterolemia) e le
influenze genetiche, non sempre riescono a spiegare la genesi degli
eventi cardio-vascoalri acuti. Molto importante in questo contesto
appare sempre più il ruolo giocato dall’infiammazione e da alcuni agenti
infettivi. I professori Roberto Corrocher e Claudio Lunari
dell’Università di Verona insieme al professor Antonio Puccetti del
Gaslini avevano già dimostrato in passato il ruolo giocato dal
Cytomegalovirus nell’innescare le lesioni vascolari iniziali tipiche
dell’aterosclerosi, attraverso un meccanismo di tipo autoimmunitario. In
particolare, anticorpi diretti contro particolari proteine del virus (US
28 e UL 122) si legherebbe a molecole normalmente espresse sulla
superficie delle cellule endoteliali e ne provocherebbero l’opoptosi
attraverso un meccanismo detto di “mimetismo molecolare”.
Lo studio appena pubblicato dimostra
che questi stessi anticorpi anti-Cytomegalovirus, isolati da pazienti
coronaropatici, sono in grado di indurre l’attivazione non solo dei geni
responsabili nell’apoptosi e di modulare l’attività di molti altri geni
che codificano per proteine implicate nei diversi aspetti del processo
aterosclerotico, dal metabolismo lipidico, all’infiammazione, alle
molecole di adesione. Gli anticorpi diretti contro le proteine US28 e
UL122 derivate dal CMV e isolate da pazienti coronaropatici sono in
grado dunque di indurre un danno endoteliale e confermano così l’ipotesi
che l’infezione da CMV gioca un ruolo cruciale nella modulazione dei
processi che portano all’aterosclerosi. La scoperta realizzata dai
ricercatori italiani potrebbe dunque portare alla messa a punto di
strategie preventive e terapeutiche del tutto innovative.
Maria
Rita Montebelli
Da Il
Giornale della Previdenza ,anno IX , n. 7 ,2007 |