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Trovate cellule staminali embrionali di topo simili a quelle umane

Sono state isolate dall'epiblasto di embrioni di topo già impiantati nell'utero


 

E' stato scoperto un nuovo tipo di cellule staminali embrionali (ESC) di topo molto simili a quelle umane. La scoperta è frutto di un lavoro condotto in collaborazione tra ricercatori del National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS), del National Cancer Institute (NCI) e l'Università di Oxford, in Gran Bretagna. Finora gli scienziati pensavano che le cellule staminali embrionali murine potessero essere ottenute solo da embrioni non ancora impiantati alle pareti dell'utero. Ora i ricercatori sono riusciti ad isolarle dall'epiblasto (matrice dell'epidermide e dei suoi derivati) di embrioni di topo già impiantati nell'utero. Queste cellule, chiamate epiblasti, a differenza delle staminali ricavate da embrioni non impiantati, si trovano ad uno stadio di sviluppo più definito e sono più simili a quelle umane. Queste le analogie: crescono allo stesso modo di quelle umane, hanno marcatori di superficie, hanno un modello di espressione genica simile e da loro possono derivare molti tipi di cellule diverse. I risultati della ricerca sono stati comunicati dagli scienziati del National Institutes of Health (NIH) e riportati su Nature on-line.
Gli autori dello studio, tra cui Ronald D.G. McKay , NINDS-NIH, Bethesda, USA e colleghi e Ludovic Vallier e colleghi, University of Cambridge, sperano ora che queste cellule possano essere utilizzate come un modello più efficiente dei tradizionali per gli studi e sperano di riuscire a studiare meglio i meccanismi che controllano il processo di differenziazione cellulare. Questi studi sono fondamentali anche per riuscire a realizzare cure che si basano sull'utilizzo di cellule staminali. McKay spiega: “Capire cosa sono le cellule staminali, come crescono sono anche i problemi centrali della ricerca medica e se noi sappiamo come controllare la loro crescita e differenziazione, potremo rigenerare cellule distrutte dalle malattie o dai traumi”.
Nella ricerca biologica, si utilizzano da sempre i topi come modelli dell'organismo umano, anche per quanto riguarda lo studio delle staminali, nonostante le staminali murine differiscano da quelle umane in vari aspetti (da caratteristiche al microscopio, modificazioni chimiche del DNA). Ora le staminali epiblasti isolati da McKay potrebbero rappresentare un importante punto di svolta, perché non solo si accoppiano in modo migliore alle nostre cellule, ma possono fornirci elementi che ancora mancavano al quadro dello sviluppo, nel momento cruciale in cui cominciano a formarsi cellule differenziate tra cui neuroni, muscoli e ossa.

 

Fonte: MolecularLab.it (02/07/2007)

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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