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I PROBLEMI DEL DIABETICO ANZIANO

Il diabete nell’anziano è molto frequente?

Il diabete che inizia nell’anziano ha  la stessa frequenza statistica di quello dell’età adulta: 5-6 per cento. Con il passare degli anni già fisiologicamente la glicemia aumenta a valori tali che sarebbero patologici in un soggetto giovane.

Dai 60 anni in avanti che incidenza esiste nella malattia diabetica?

Progressivamente dal 6 al 12 per cento circa, in rapporto anche all’eventuale obesità dell’anziano stesso.

Coloro che giungono alla terza età e sono portatori di diabete da anni, in genere usano gli ipoglicemizzanti orali?

Se hanno ancora riserve insuliniche e fino a quando ne avranno sono utilizzabili le sulfolinuree ipoglicemizzanti (non le biguanidi). È comunque più opportuno usare insulina rapida o intermedia che non prodotti di sintesi.

Coloro che diventano diabetici dopo l’inizio della senescenza?

Se è possibile evidenziare, attraverso cure glicemiche da carico di glucosio, che appartengono al tipo II possono essere trattati con ipoglicemizzanti orali.

Il diabete della senescenza è generalmente preceduto da sintomi che denunciano intolleranza ai carboidrati?

Non sempre.

Ha una insorgenza rapida con sintomi evidenti?

Generalmente no, e ad insorgenza lenta.

Si presenta in maniera subdola, con dimagrimento, fame e sete?

L’insorgenza è progressiva; la fame e la sete non sono i sintomi chiave, il dimagrimento può essere accentuato, nel qual caso può sussistere anche chetosi.

La scoperta può essere casuale?

Nella maggior parte dei casi, si.

Può essere una complicanza vascolare a portarla alla luce?

Certamente, soprattutto nelle localizzazioni cerebrali e renali. In questi casi l’infarto insorge spesso senza i tipici dolori stenocardici.

Un’infezione delle vie urinarie?

È la complicazione più frequente del diabete senile soprattutto nelle donne.

Negli uomini?

Anche negli uomini con patologia prostatica.

Un prurito vulvare o della cute?

Il prurito vulvare è molto frequente, quello della cute piuttosto raro.

Bronchiti ribelli alla terapia?

Si.

Scompensi cardiaci?

Possibili, ma meno sicuramente imputabili al dismetabolismo del diabete quanto piuttosto alla microangiopatia cardiaca e della coronopatia.

Ricadute di disturbi vascolari cerebrali o periferici?

Certamente si, tuttavia è forse bene definirle una progressione di precedenti disturbi vascolari centrali o periferiche che ricadute.

L’obesità, dopo il sessantesimo anni di vita, è ancora un significativo fattore di rischio diabetogeno?

Certamente si, perché accelera l’involuzione senile del pancreas endocrino, oltre a diminuire i recettori periferici per l’insulina soprattutto del tessuto muscolare.

Nella donna la menopausa può far uscire dalla latenza il diabete?

Sicuramente. È di per se stessa un fattore di rischio diabetogeno, variando la situazione ormonale generale della donna.

L’andropausa nell’uomo?

Ha un’importanza molto minore rispetto alla menopausa della donna.

La dolorabilità ossea profonda?

La dolorabilità ossea profonda è nella maggior parte dei casi espressione di una osteoporosi o osteopenia senile che è certamente aggravata dal diabete. Pertanto in certi casi la dolorabilità può manifestarsi come il primo sintomo avvertito dal paziente già da lungo tempo diabetico.

Una neuropatia?

Sicuramente, soprattutto degli arti inferiori. Molto spesso non è dolorosa.

Il diabete nell’anziano è sufficientemente controllabile?

Più facilmente  che nel giovane e nell’età media.

Gli ipoglicemizzanti orali sono più specifici dell’insulina?

Assolutamente no.

Un dosaggio glicemico nell’anziano intorno a gr 1,50 a digiuno può essere considerato pressoché normale?

Sopra i 75 anni, certamente.

Altrettanto si può dire per lo zucchero nelle urine?

No, la presenza di glicosuria è già sintomo patologico vuoi di diabete mellito vuoi di diabete renale.

Tra le cause che promuovono l’insorgenza del diabete nell’anziano può essere annoverata l’inattività fisica?

L’inattività fisica, che determina una riduzione delle masse muscolari, può condizionare una diminuita utilizzazione degli zuccheri, ma non un vero diabete in senso genetico.

Le diete squilibrate?

Tanto l’eccesso quanto la carenza dietetica, soprattutto proteica, sono fattori di alterata tolleranza glucidica, quindi di un diabete che potremmo definire “chimico”.

La riduzione della muscolatura?

Come abbiamo precedentemente esposto, questa particolare patologia richiede un minor consumo di carboidrati e quindi la glicemia di base può aumentare fino al punto di determinare un diabete chimico o subclinico senza glicosuria.

L’aumento dei fattori antinsulinici o controinsulinici che inibiscono l’utilizzazione dell’ormone?

La quiescenza di tutta la situazione neuroendocrina ed immunitaria, tipica della senescenza, porta praticamente all’annullamento dei fattori antinsulinici e controinsulinici nell’anziano.

La diminuzione progressiva dell’insulina secreta dal pancreas?

Certamente si. Ogni singola cellula beta secerne anche nell’anziano la stessa quantità di insulina che nel giovane; nell’anziano le cellule  beta sono però globalmente diminuite.

L’insulina nell’anziano migliora il senso di benessere?

Si.

L’appetito?

Anche.

Ha un effetto regolare sul sonno?

Si.

Un bicchiere di vino rosso prima di dormire può favorire una buona nottata in un anziano diabetico?

Certamente, perché senza disturbare il metabolismo glucidico seda il sistema nervoso centrale.

Quale tipo di rischio rappresentano le complicanze vascolari?

Una trombosi oppure una emorragia nell’organo colpito o l’insufficienza dello stesso se la trombosi non è massiva, m a provoca solo una riduzione della portata ematica.

Per il cuore?

Infarto del ,miocardio, cardiomiosclerosi scompensata o meno, sclerosi valvolare aortica.

Per i reni?

Insufficienza renale globale.

Per gli arti inferiori?

La gangrena.

Per gli occhi?

Perdita della vista.

Per i nervi?

La neuropatia di tipo degenerativo.

Un diabetico anziano, se si controlla regolarmente, può beneficiare di una residua “spettanza di vita” equivalente a quella dei suoi coetanei non diabetici?

Certamente si e comunque più facilmente che un diabete della media età cronicamente subscompensato.

Da 1000 domande e risposte sul diabete,U.Butturini, R. Colarizi , Silvia editrice

Gianluca Ruffa, internista

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.