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La
Prevenzione dei Disturbi Alimentari

Una corretta alimentazione
rappresenta un obiettivo di prevenzione primaria .
È noto infatti che l'obesità e i
disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia nervosa,
sono in aumento fra i bambini e gli adolescenti. La diffusione di queste
patologie, tipiche dei paesi industrializzati, è costantemente in
crescita anche nella popolazione adulta e sembra che i giovani in
sovrappeso o obesi abbiano un maggior rischio di cronicizzazione in età
adulta.
"Sovrappeso", "obesità",
"anoressia", "bulimia", sono termini che fanno parte del linguaggio
comune e la televisione e i giornali diffondono notizie che riguardano
soprattutto le conseguenze drammatiche di tali patologie, senza peraltro
affrontare in modo ampio e comprensibile gli aspetti causali e
preventivi.
Si parla infatti troppo poco di
prevenzione, anche perché i semplici tentativi di carattere informativo,
basati su consigli o sulla descrizione degli effetti gravi dei disturbi,
non risultano essere una prevenzione efficace; già da alcuni anni dunque
noti studiosi hanno elaborato nei diversi paesi occidentali programmi di
prevenzione che hanno come obiettivo la realizzazione di una buona
armonia fra corpo, autostima e alimentazione. Si è infatti visto che una
buona conoscenza dei principi alimentari e del proprio corpo fin
dall'infanzia, unita all'incremento dell'autostima e all'assunzione di
comportamenti più salutari (attività fisica moderata etc.), sono in
grado di ridurre sensibilmente la diffusione dei disturbi del
comportamento alimentare e dell'obesità.
Alimentarsi in modo corretto
promuove quindi uno stile di vita salutare e aumenta il benessere
sociale psichico e fisico. Uno stile alimentare equilibrato è inoltre
efficace per evitare la comparsa di numerose condizioni patologiche:
diabete, ipercolesterolemia, malattie cardiovascolari, alcune
neoplasie).
La popolazione giovanile mostra un
comportamento alimentare spesso inappropriato e assai caotico; ciò è in
parte promosso da informazioni scarse e imprecise in merito
all'alimentazione, ed in parte legato ad una scarsa interpretazione dei
propri stimoli corporei, come fame, appetito e sazietà.
Da studi epidemiologici condotti a
livello nazionale ed internazionale sono emersi numerosi fattori che
facilitano comportamenti alimentari scorretti e promuovono un cattivo
stato di salute. I più importanti ed i più diffusi sono:
-
prima colazione assente o
carente;
-
spuntino mattutino assente o
eccessivamente pesante;
-
pranzo scarso e frettoloso;
-
cena abbondante;
-
scarso consumo di frutta e
verdura;
-
abuso di bibite e prodotti
confezionati;
-
tendenza ad alimentarsi
davanti alla TV e per NOIA.
Lo scopo di un intervento preventivo
ed informativo nelle scuole permette di iniziare precocemente una
riflessione sull'alimentazione e sulla corporeità in una fascia di età
ad elevato rischio. Perché un progetto preventivo si sviluppi nella sua
piena efficacia è necessario ricordare che TUTTI coloro che propongono
il progetto (medici, psicologi, pedagogisti, insegnanti, dietisti, …)
devono per primi interrogarsi sulle proprie modalità di alimentazione e
sulle proprie convinzioni riguardo a cibo, corpo e magrezza/obesità.
Inutile dire che avere pregiudizi sull'aspetto fisico o sulla "dieta",
impedisce di creare tra chi propone il progetto e la classe quel clima
di partecipazione e collaborazione necessari per promuovere un
cambiamento sia a livello cognitivo che a livello pratico nei propri
atteggiamenti ed abitudini.
I fattori socioculturali
rappresentano un fertile humus per lo sviluppo di pensieri distorti sul
corpo e i suoi bisogni e per l'adozione di comportamenti alimentari
disfunzionali.
La nostra cultura occidentale sembra
infatti andare controcorrente rispetto alla promozione della salute,
proponendo modelli estremi, idealizzando la magrezza eccessiva nelle
ragazze e la muscolosità innaturale nel sesso maschile. Se penalizza
fortemente la condizione di sovrappeso e obesità, promuove di fatto uno
stile di vita sedentario e delle abitudini alimentari insalubri e
francamente obesogene.
Il mito della magrezza come ideale
estetico, i falsi miti relativi all'alimentazione e alla forma fisica,
l'importanza dell'immagine come mezzo di affermazione del sé sono
argomenti centrali dell'intervento di prevenzione dei disturbi del
comportamento alimentare soprattutto con gli adolescenti allo scopo di
limitare l'influenza dei mass media sulla popolazione giovanile.
Prevenzione dei disturbi alimentari
e obesità: in breve
Riassumendo, ricordiamo dunque che
la prevenzione dei disturbi alimentari: inizia fin dalla prima infanzia
e coinvolge attivamente i genitori ed i parenti dei bambini.
Ha come obiettivi primari la
costruzione di una buona capacità a riconoscere gli stimoli interni, la
promozione di un'alimentazione salutare e la formazione di una solida
autostima tale da mantenere un atteggiamento critico nei confronti dei
messaggi culturali su cibo, corpo e
bellezza .
E’ tanto più efficace quanto più
nell'ambiente dei ragazzi vengono promossi e sostenuti i messaggi più
giusti per un'alimentazione sana e per un armonico rapporto col corpo
non solo tra i coetanei ma soprattutto tra gli adulti di riferimento
(genitori, insegnanti, allenatori delle diverse attività sportive).
Fonte: http://www.psicoterapia.it
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