|
Geni Reg e Diabete
Elisa Astori, a
Londra, studia la rigenerazione del pancreas.
Obiettivo,
riavviare la produzione di insulina.
<< È molto
coinvolgente, perché non è settoriale, influenza tutto il corpo. Del
resto gli ormoni sono importanti per l’intero organismo, il cervello,
l’umore, il sonno…>>. Elisa Astori risponde al telefono ma non è
difficile immaginare il sorriso quando parla della sua specializzazione:
l’endocrinologia. Ha 27 anni, lavora da due anni al Centre for
experimental medicine e rheumatology, Barts and the London, alla Queen
Mary University. E al centro delle sue ricerche è il diabete di tipo 1.
Quanto è
diffusa la malattia?
In Italia il
diabete di tipo 1 ha una prevalenza che va dallo 0.4 all’1 per mille.
Tranne che in Sardegna , dove ha una diffusione maggiore: circa 40 nuovi
casi per 100 mila abitanti nella fascia d’età 0-14 anni. Questo perché
la trasmissione dei geni di suscettibilità è favorita in un sistema di
famiglie chiuso all’interno di un’isola.
Oltre ai
geni, contano altri fattori?
I geni sono
necessari ma non bastano. La malattia può essere indotta da virus o
fattori ambientali: una proteina del latte di mucca, la betacaseina, per
esempio, stimola il diabete se c’è predisposizione. Non a caso i bambini
allattati al seno sono più protetti.
Nel vostro
laboratorio che cosa studiate?
Io mi occupo di
rigenerazione del pancreas. Nei malati il sistema immunitario attacca le
insule, le cellule del pancreas che producono insulina: un ormone
essenziale perché mantiene i livelli di glucosio sotto controllo.
Avete fatto
scoperte promettenti?
Faccio una
premessa: sappiamo che il pancreas, nelle prime fasi della vita, si
sviluppa grazie ai geni Reg, che inducono la rigenerazione; raggiunto il
volume finale in età adulta, l’espressione di questi geni si interrompe.
Analizzando il pancreas di topi che sviluppano spontaneamente il diabete
di tipo 1, abbiamo visto che quando l’organo è danneggiato, i geni Reg
si riattivano.
Che cosa
significa?
Che il pancreas,
quando è in corso la malattia, cerca di generare nuove cellule. Ma il
sistema immunitario attacca le proteine prodotte dai geni Reg perché le
ritiene estranee. Il diabete è infatti una malattia autoimmune. In
soggetti malati, del resto, abbiamo trovato anticorpi rivolti contro le
proteine Reg.
Perché è
importante questa scoperta?
Per la prima
volta abbiamo evidenziato che il pancreas ha la potenzialità di
rigenerarsi. In futuro l’obiettivo è indurre la rigenerazione facendo in
modo che le nuove cellule pancreatiche siano più numerose di quelle che
il sistema immunitario distrugge.
Sembra un
campo di battaglia…
In un certo
senso lo è. L’idea è aumentare i soldati dello schieramento giusto, in
modo da farli vincere.
È un
traguardo vicino?
No,prima di
passare all’uomo bisogna capire bene come funzionano i geni Reg. e poi
occorre cautela. La rigenerazione significa anche moltiplicazione
incontrollata, quindi rischio tumori. Oggi l’aspetto importante di ciò
che abbiamo dimostrato è che le proteine Reg possono essere usate come
“marker” per verificare se un paziente ha un potenziale alto di
rigenerazione oppure no. E monitorare in modo più preciso gli effetti
della terapia con insulina.
Daniela Mattalia
Fonte : Panorama , 12 agosto 2009 ,Anno XLVII , n. 33 |