diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

Diagnosi di diabete con l’emoglobina glicata ?

– Un Comitato internazionale di esperti, costituito da membri nominati dall’ADA (American Diabetes Association), dall’EASD (European Association for the Study of Diabetes) e dall’IDF (International Diabetes Federation), si è riunito nel 2008 con il compito di ridefinire le modalità più appropriate per porre diagnosi di diabete. I risultati del loro lavoro sono stati presentati durante il 69° Congresso annuale dell’ADA (1), e pubblicati contemporaneamente su Diabetes Care (2).

Il Comitato di esperti suggerisce la necessità di modificare non solamente i criteri diagnostici per il diabete, ma anche il tipo di esame da utilizzare, sostituendo una determinata soglia glicemica con una relativa ai livelli plasmatici di emoglobina glicata (HbA1c). Se il diabete è caratterizzato dallo sviluppo di complicanze specifiche legate a uno stato d’iperglicemia cronica, pare, infatti, più logico utilizzare dei parametri di laboratorio in grado di valutare l’esposizione glicemica a lungo termine di un determinato soggetto, piuttosto che i valori occasionali della sua concentrazione ematica del glucosio. I livelli di HbA1c, in questi ultimi anni, hanno dimostrato una maggiore correlazione con il rischio di sviluppare complicanze, rispetto alle singole ed episodiche rilevazioni dei livelli glicemici. Quando, nel 1997, erano stati riformulati i criteri diagnostici di diabete, era stato raccomandato di evitare l’utilizzo dell’HbA1c in quanto non erano sufficientemente standardizzati i metodi del suo dosaggio. A distanza di oltre 10 anni la situazione è cambiata, tanto che il comitato di esperti indica che i recenti progressi nelle strumentazioni (in termini di accuratezza e precisione) e nelle tecniche di standardizzazione consentono di misurare i livelli di emoglobina glicata con risultati almeno uguali a quelli della determinazione glicemica, anche perché, a differenza di quest’ultima, i valori di HbA1c restano relativamente stabili successivamente al prelievo. Rispetto alla glicemia, inoltre, i coefficienti di variazione intra- e interindividuali dell’emoglobina glicata risultano inferiori.

Per quanto riguarda la soglia per porre diagnosi di diabete, gli autori indicano un livello di 6,5% sulla base dell’analisi delle curve ROC (receiver operating characteristic) relative alla correlazione con il rischio di sviluppare complicanze (in particolare, una retinopatia almeno moderata); per tale soglia è stata privilegiata la specificità dell’indagine, piuttosto che la sua sensibilità. La diagnosi andrebbe confermata ripetendo l’esame, a meno di chiari sintomi clinici d’iperglicemia o del riscontro di valori glicemici > 200 mg/dl.

Gli esperti, la cui opinione non rappresenta necessariamente il parere delle organizzazioni che li ha nominati, ma che servirà di stimolo alla comunità internazionale per prendere in considerazione le modificazioni proposte, sono consapevoli del fatto che in alcune aree del pianeta i maggiori costi della determinazione dell’HbA1c potrebbero rappresentare un problema, così come in alcune particolari situazioni cliniche (emoglobinopatie: HbS, HbC, HbF e HbE; condizioni di modificazione del turn-over eritrocitario: anemie emolitiche, malaria, emorragie, trasfusioni frequenti, gravidanza); malgrado esista la possibilità di tenere in considerazione alcune di tali situazioni (www.ngsp.org), in questi casi viene consigliato di continuare a utilizzare la misurazione della glicemia.

Nell’editoriale di commento all’articolo (3), firmato dai Prof. Vivian Fonseca (New Orleans, Louisiana; USA), Silvio E. Inzucchi (New Haven, Connecticut; USA) ed Ele Ferranini (Pisa), viene affermato come l’HbA1c si avvicini, più della glicemia, alle caratteristiche ideali di un test diagnostico di utilità clinica: accuratezza, specificità, standardizzazione, maneggevolezza e, possibilmente, economicità.

Vantaggi della misurazione dei livelli di HbA1c, rispetto alla glicemia basale o postprandiale, per la diagnosi di diabete:
  • standardizzazione (sec. DCCT/UKPDS);
  • miglior indice di esposizione glicemica complessiva e del rischio di complicanze a lungo termine
  • variabilità biologica e instabilità preanalitica sensibilmente inferiori;
  • non necessità di digiuno, o di eseguire prelievi in momenti definiti;
  • relativa insensibilità alle perturbazioni acute dei livelli glicemici (ad es. correlate a stress o a condizioni patologiche);
  • attualmente utilizzata per orientare la gestione e la terapia del diabete.

 

Da WWW AEMMEDI.IT del 31 luglio 2009  

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.