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Donne e dieta sana: minore il rischio di patologie
Le donne che aderiscono a un regime
nutrizionale sano e “prudente” vedono diminuire il loro rischio di
contrarre patologie, sia cardiovascolari sia di altra natura, al
contrario di quelle che invece seguono una dieta tipicamente
“occidentale”.
Questi i dati emersi da un grande
trial realizzato negli USA da Frank Hu e colleghi dell’Harvard School of
Public Health, Boston, Massachusetts, i quali dal 1984 al 2002 hanno
tenuto sotto osservazione 72.113 donne che non erano mai state colpite
da infarto miocardico acuto, angina pectoris, ictus, diabete e cancro,
né sottoposte a bypass aorto-coronarico.
Esaminando le risposte fornite dalle
partecipanti a una serie di questionari sul tema, distribuiti loro con
una frequenza compresa fra i 2 e i 4 anni, i ricercatori hanno
identificato due grandi modelli alimentari. Hanno etichettato il primo
come “prudente”, caratterizzato cioè da un elevato consumo di alimenti
vegetali quali frutta e verdura, legumi e cereali integrali, talvolta
accompagnati da pesce e pollame. Il secondo, denominato “occidentale”,
si caratterizzava invece per la notevole presenza di carne rossa e
derivati, cereali raffinati, cibi fritti e dolciumi.
Al termine del trial, le analisi
hanno rivelato che nelle fautrici di una dieta "prudente" il rischio di
mortalità, legato a patologie cardiovascolari e non, è rispettivamente
del 28% e del 17% in meno rispetto a quello delle donne il cui regime
alimentare è di tipo “occidentale”. Questo secondo modello, al
contrario, è risultato associato a un rischio di mortalità più alto,
rispettivamente, del 22% e del 21%.
Un esito, hanno precisato gli autori
dello studio, indipendente da altri fattori di rischio quali l’età, il
fumo, l’attività fisica, l’indice di massa corporea e l’assunzione
giornaliera di calorie.
Circulation 2008, Advance online publication
Da FCE NEWS.IT , 14 luglio 2008 |