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Neuropatia diabetica

A cura di Angela Mariniello

Introduzione

 La neuropatia rappresenta una delle maggiori complicanze della malattia diabetica."Neuropatia diabetica" e' un termine generico per qualsiasi disordine del sistema nervoso periferico, vegetativo o autonomo, e di alcuni nervi cranici, correlato con la malattia diabetica: polineuropatia sensitivomotoria generalizzata, neuropatia autonomica, poliradicolopatia(L4-L5; T4-T12; L5-S1; C5-C7), mononeuropatia diabetica degli arti, mononeuropatia multifocale, neuropatia dei nervi cranici.

Quali sono i sintomi?

 La sintomatologia clinica dipende dal distretto/i colpito/i. La "Polineuropatia sensitiva motoria generalizzata", di gran lunga la più frequente, è caratterizzata da: formicolio o "puntura di spillo" (parestesie), ipersensibilità cutanea e/o intorpidimento (disestesie), dolore; tali sintomi possono avere una distribuzione unilaterale o bilaterale, asimmetrica o simmetrica, localizzandosi nelle regioni distali degli arti, manifestandosi prevalentemente durante le ore notturne, interferendo cosi' con la qualità del sonno. La "Neuropatia autonomica" si evidenzia con tachicardia, ipotensione ortostatica, assenza e/o aumento della sudorazione( anidrosi delle estremita' degli arti inferiori e iperidrosi compensatoria al volto e al tronco), stipsi e/o diarrea episodica,  disordini genitourinari ( svuotamento vescicale incompleto, impotenza, eiaculazione retrograda, ridotta lubrificazione vaginale). Nell'ambito delle neuropatie dei nervi cranici, la più comune è quella del terzo paio di nervi cranici (oculomotore): dolore in regione periorbitale, debolezza.

 Perché il danno neurologico?

 Appare imputabile al disordine metabolico (alterazioni glicemia) e alla vasculopatia (ischemia). Singolarmente o verosimilmente insieme determinano una grave sofferenza delle fibre nervose motorie e sensitive. Quindi, la durata e la gravità della malattia di base sono fondamentali nel determinismo del danno. La prevalenza di neuropatia è maggiore nei soggetti con diabete non insulino-dipendente: verosimilmente da collegare alla maggiore età del paziente e alla più lunga durata della malattia di base.

 Come si giunge alla diagnosi?

 La diagnosi e' la fine di un percorso che il medico intrapende con il paziente, guidandolo prima nella descrizione dei sintomi eventualmente presenti, poi ,verificando la presenza di segni obiettivi di danno neurologico attraverso un attento esame clinico, trovando, infine, la conferma alla diagnosi nell' esecuzione di esami specifici.L' esame neurologico può rivelare una riduzione della sensibilità tattile superficiale, e termica, secondo una distribuzione " a calza", una minore vivacità dei riflessi osteotendinei(per lo più rotulei e achillei), un diminuito volume dei muscoli distali( gamba e piede) con associata debolezza e affaticabilità. Indispensabile il contributo degli esami elettrofisiologici: VCM-VCS (velocità di conduzione motoria e sensitiva), che quantizzando la velocità con cui viene condotto uno stimolo nervoso nelle fibre dei nervi periferici( n. mediano, n. ulnare,n. radiale per arto superiore;n. surale, n. sciatico popliteo) e la modalità di risposta allo stesso, in modo chiaro, evidenziano i meccanismi fisiopatologici alla base del danno ai nervi periferici; lo studio dei potenziali evocati, poi, dà utili informazioni sulle vie nervose centrali; l' elettromiografia e la biopsia verificano il danno sul muscolo.Utile l'impiego di test per determinare l'interessamento del sistema nervoso autonomo( variabilità della frequenza cardiaca in seguito ad inspirazione profonda,o manovra di Valsalva, per individuare un disordine cardiovagale nella fase iniziale; funzione secretomotoria; termoregolazione;test emodinamici per valutare l'ipotensione ortostatica. Il criterio minimo per la diagnosi di neuropatia diabetica è la positività di almeno due anomalie tra i seguenti parametri: sintomi, segni obiettivi, valutazione quantitativa delle sensibilità, analisi strumentale del sistema nervoso vegetativo e indagini elettrofisiologiche.

Esiste una terapia?

  Tradizionalmente, il controllo ottimale della glicemia è risultato essenziale sulla neuropatia diabetica, in tutte le sue forme.Diversi altri regimi terapeutici sono stati proposti: antiossidanti e vitamine del gruppo B; analgesici minori, in presenza di una componente algica; antidepressivi e sedativi.I benefici clinici del rigido controllo glicemici riguardano lo sviluppo e/o la progressione della neuropatia diabetica, la riduzione del sintomo "dolore" nei casi più gravi.Tutti gli altri presidi hanno per lo più un effetto sintomatico.

 Conclusioni

 La Neuropatia, considerata una delle gravi complicanze del diabete mellito, costituisce una causa frequente di invalidità', con un elevato costo sociosanitario.In Italia circa il 3% della popolazione è affetto da diabete: 300.000 sarebbero i diabetici italiani affetti da neuropatia sintomatica e forse più di 600.000 quelli con neuropatia asintomatica. Le procedure di screening, diagnosi precoce consentono di individuare quei 2/3 di pazienti con neuropatia subclinica. L' interessamento del Sistema Nervoso può essere estremamente polimorfo per quanto riguarda l'esordio, l' evoluzione clinica, la distribuzione; nello stesso paziente possono coesistere vari quadri sindromici. Il controllo rigido della glicemia rimane l'unico presidio terapeutico efficace ai fini della prevenzione e dell' evoluzione del danno neurologico.

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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