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Speciale: "Exubera, la prima Insulina per via inalatoria"

 

L’FDA ha approvato Exubera, la prima insulina per via inalatoria

L’FDA ha approvato la prima insulina per via inalatoria, Exubera, per il trattamento dei pazienti adulti con diabete di tipo 1 e di tipo 2.

Exubera è un’insulina ricombinante umana sotto forma di polvere.

La sicurezza e l’efficacia di Exubera sono state studiate in circa 2500 pazienti adulti con diabete di tipo 1 e di tipo 2.
Negli studi clinici è stato osservato che la concentrazione di picco di insulina dopo somministrazione di Exubera è raggiunta più rapidamente rispetto alle altre insuline somministrate per via endovenosa.
I livelli di picco di insulina sono stati raggiunti mediamente in 49 minuti ( range: 30-90 minuti ) con Exubera contro i 105 minuti delle altre Insuline ( range: 60-240 ).

Nel diabete di tipo 1, Exubera può essere aggiunta ad altre Insuline a più lunga durata d’azione in sostituzione dell’Insulina a breve durata d’azione.

Nel diabete di tipo 2, Exubera può essere impiegata da sola, o assieme ai farmaci antidiabetici orali o con l’Insulina a più lunga durata d’azione.

Negli Stati Uniti, le prescrizioni di Exubera saranno accompagnate da una Medication Guide che verrà distribuita ai pazienti dai farmacisti.

Il trattamento con Exubera può comportare ipoglicemia.
I pazienti dovrebbero monitorare la propria glicemia regolarmente.

Altri effetti indesiderati associati ad Exubera sono: tosse, respiro corto, irritazione alla gola, secchezza delle fauci.

Exubera non deve essere impiegata se il paziente è un fumatore o se ha fumato in tempi recenti ( entro 6 mesi ).
Exubera non è raccomandato nei pazienti con asma, bronchite cronica o enfisema.

Prima di iniziare il trattamento con Exubera, sono raccomandati test funzionali respiratori che dovrebbero essere ripetuti ogni 6-12 mesi.

Pfizer, la società che commercializzerà il farmaco, ha programmato studi clinici per valutare la sicurezza di Exubera nel lungo periodo. ( Xagena_2006 )

Fonte: FDA, 2006
 
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Exubera può migliorare la compliance nei pazienti con diabete di tipo 2

Il raggiungimento ed il mantenimento di un buon controllo glicemico rappresentano sfide importanti sia nel diabete di tipo 1 che in quello di tipo 2.

Le principali ( percepite ) barriere della terapia sono la scarsa compliance del paziente al trattamento prescritto, l’ipoglicemia, il timore dell’iniezione di Insulina ed il timore dell’auto-misurazione della glicemia mediante puntura del dito.

L’impiego di Insulina per via inalatoria, per la relativa facilità di somministrazione, può facilitare il passaggio dai farmaci antidiabetici orali all’Insulina nei pazienti con diabete di tipo 2, soprattutto nei soggetti con timore o fobia degli aghi.

Recenti studi hanno mostrato che la preferenza di gran parte dei pazienti per l’Insulina per via inalatoria ( Exubera ) rispetto all’Insulina per via sottocutanea.

La disponibilità dell’Insulina per inalazione potrebbe indurre i pazienti ad aggiungere o a modificare in modo più appropriato la terapia del diabete, che comprenda l’Insulina.

Studi futuri dovrebbero avere come obiettivo quello di identificare i pazienti che potrebbero trarre maggiore beneficio dall’Insulina per via inalatoria. ( Xagena_2005 )

Heine RJ, Diabetes Obes Metab 2005; Suppl.1: S19-23
 
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Monitoraggio della funzione polmonare nei pazienti trattati con Exubera

Studi clinici sull’Insulina per inalazione ( Exubera ) indicano che la distribuzione per via polmonare è ben tollerata, con un livello di sicurezza comparabile a quello dell’Insulina sottocutanea.

Le argomentazioni riguardo alla sicurezza di Exubera sono incentrate sui polmoni che sono probabilmente esposti 2-3 volte di più all’Insulina di quanto non lo sia il sito di iniezione dell’Insulina sottocutanea.

I test di funzione polmonare ( volume espiratorio forzato in un secondo [ FEV1 ], capacità di diffusione del monossido di carbonio ) sono stati inclusi di routine come endpoint primari negli studi clinici che hanno valutato Exubera.

Gli studi di fase 2 e 3, che hanno avuto una durata massima di 4 anni, hanno indicato che le differenze nel tempo delle variazioni della funzione polmonare tra i pazienti trattati con Exubera ed i soggetti di controllo sono minime, non progressive, clinicamente insignificanti e reversibili dopo interruzione della terapia.

Tuttavia, gli effetti dell’Insulina per inalazione sulla funzione polmonare e su altri parametri in pazienti diabetici dovrebbero essere monitorati per più lungo tempo.

Negli studi clinici effettuati su pazienti con diabete di tipo 1 o 2, trattati con Exubera, il solo effetto collaterale clinicamente significativo è stata la tosse, di gravità lieve-moderata, che è diminuita nel tempo e non sembra essere associata a declino della funzione polmonare. ( Xagena_2005 )

Brain JD et al, Diabetes Obes Metab 2005; Suppl.1: S14-18
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Nessuna rilevanza clinica degli anticorpi contro l’insulina nei pazienti con diabete di tipo 1 trattati con Exubera

Ricercatori del Profil Institut fur Stoffwechselforschung di Neuss in Germania hanno valutato l’impatto dello sviluppo di anticorpi ad alta o a bassa affinità contro l’insulina sulla tolleranza al glucosio postprandiale, la durata dell’azione dell’insulina, e la sicurezza clinica nei pazienti con diabete di tipo 1 che stavano assumendo Insulina per via inalatoria ( Exubera ).

A tal proposito è stato compiuto uno studio prospettico, randomizzato, in aperto e per gruppi paralleli che ha visto coinvolti 47 pazienti con diabete di tipo 1 che hanno ricevuto Insulina NPH due volte al giorno associata ad Insulina per via inalatoria preprandiale ( gruppo INH n = 24 ) o ad Insulina sottocutanea preprandiale ( gruppo SC n = 23 ), per 24 settimane.

Studi di provocazione alimentare e di clamp euglicemico sono stati compiuti nei giorni consecutivi al basale, alla 12.ma e alla 24.ma settimana.
Sono stati monitorati gli eventi avversi.

Per i gruppi INH e SC, i livelli medi di anticorpi contro l’insulina sono stati mediamente di 3.5muU/ml e di 2.6muU/ml al basale, rispettivamente, contro 101.4muU/ml e 4.3muU/ml alla 24.ma settimana.

Alla 24.ma settimana, i cambiamenti rispetto al basale sono risultati simili in entrambi i gruppi per concentrazione glicemica massima ( Cmax ), area sottostante la curva di concentrazione glicemica nel tempo, e durata dell’azione dell’insulina.

Nessun evento avverso è stato attribuito agli anticorpi contro l’insulina.

Sulla base di quanto emerso è stato possibile affermare che nei pazienti con diabete di tipo 1 trattati con Insulina per via inalatoria lo sviluppo di anticorpi ad alta o a bassa affinità contro l’insulina non ha alterato la tolleranza al glucosio postprandiale, non ha modificato il profilo di tempo d’azione dell’Insulina , o la tollerabilità.
In questo studio non è emersa alcuna rilevanza clinica degli anticorpi contro l’insulina. ( Xagena_2005 )

Heise T et al, Diabetes Care 2005; 28: 2161-2169
 
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Teresa
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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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