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ARRIVA L’INSULINA POLMONARE: Un Intervista del Prof. Bolli

COSA CAMBIERA’ PER I PAZIENTI CON DIABETE MELLITO?

L’insulina polmonare è consigliabile a tutti i pazienti?  L’insulina polmonare ha un ottimo assorbimento negli alveoli polmonari e a tutti gli effetti può riprodurre i risultati dell’insulina ad azione rapida al pasto.  Tuttavia alcune considerazioni vanno fatte.  Nella sua formulazione di oggi, Exubera (il nome dell’insulina polmonare di Pfizer) esce in commercio in compresse di polvere di insulina da 1 e 3 mg (corrispondenti circa a 3 e 9 Unità di insulina).  Si capisce subito che un paziente con diabete tipo 1 abi tuato a contare i carboidrati del pasto e riflettere un po’ se iniettare 5 o 6 o 7 Unità avrebbe qualche difficoltà ad arrotondare le nuove cifre del dosaggio dell’insulina polmonare.  Lo stesso vale per correzioni della glicemia che i pazienti spesso fanno con 1-2 U.  Al momento attuale l’uso di Exubera nella sua formulazione di 1 o 3 mg non va consigliato a pazienti con diabete di tipo 1, in particolare a bambini, a persone con diabete di lunga durata che sono molto insulino-sensibili (e che talvolta usano anche la mezza unità).  Ci sono de altri motivi di prudenza per l’uso dell’insulina polmonare nel diabete tipo 1: la produzione di anticorpi anti-insulina (che è stato dimostrato non interferire con l’attività dell’insulina, è vero, ma che comunque ci ricorda il titolo anticorpale elevato di quando si usavano le insuline di estrazione animale non purificate, e che in aggiunta potrebbe in teoria essere un potenziale rischio in gravidanza di donne diabetiche per il passaggio transplacentare) e la mancanza oggi di dati certi sulla funzione polmonare a lungo termine dopo anni di inalazione dell’insulina in polvere.  Per quest’ultima ragione, l’insulina inalatoria andrebbe esclusa in campo pediatrico e nei giovani adolescenti-uomini, almeno per alcuni anni.

 

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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