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Entro breve primo intervento di
trapianto di insule a
Palermo
Il diabete potrebbe
essere ben presto solo un brutto ricordo. Tutto questo grazie al
trapianto combinato di cellule staminali prelevate dal midollo osseo
insieme a cellule del pancreas.
Una tecnica messa a punto dall'università di Miami
e che permette di liberarsi dalla schiavitù dell'insulina. Tra sei
mesi, per la prima volta, un intervento analogo sarà effettuato
all'Istituto dei trapianti di Palermo.
A poter testimoniare l'efficacia della tecnica
messa a punto c'è l'esperienza di Antonella, una donna italiana di
44 anni che, dopo trent'anni di vita da diabetica dipendente
dall'insulina, è stata operata a Miami a luglio dall'equipe guidata
dal
professor Camillo
Ricordi.
E oggi è una donna nuova. "Sto benissimo - ha detto a Il Messaggero
- ho una maggiore resistenza fisica e una forza psicologica che da
un po' di tempo mi mancava".
L'insulina potrebbe essere un ricordo per
Antonella, anche se abituarsi a non averla con sé è molto difficile.
"E' sempre con me per scaramanzia - dice - Lo sanno bene i diabetici
che la glicemia è una bastarda. Puoi stare a dieta, fare tutto
quello che devi ma quella ti frega e ti fa star male. Devo ancora
abituarmi a separarmi dall'insulina". La sua avventura è durata
quattro anni, prima mettendosi in mano ai medici di Boston, e poi,
dopo aver studiato, essersi guardata intorno, cercato ogni tipo di
soluzione per guarire, essere arrivata a Miami, dal professor
Ricordi.
E adesso tocca all'Italia.
L'equipe americana
arriverà tra pochi giorni all'Istituto Mediterraneo dei Trapianti di
Palermo, l'Ismett, per mettere a punto il primo trapianto che sarà
effettuato tra pochi mesi, circa sei.
I pazienti che
saranno arruolati saranno insulino-dipendenti con gravi complicanze
della terapia, e le richieste arrivate sono già oltre trecento.
Gianluca Ruffa,
diabetologo |