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Vino e alcolici. Conoscerne i rischi per
apprezzarne i benefici
Da qualche anno, diversi studi
epidemiologici dimostrano un effetto benefico per la salute con un
consumo di alcolmoderato. Tuttavia, sappiamo bene che le bevande
alcoliche, pur procurando in generale una sensazione di benessere,sono
anche espressione di disgrazie e drammi accompagnati da danni fisici e
problemi comportamentali responsabilidi incidenti e violenze.
La
dipendenza dall’alcol rappresenta un serioproblema sociale, di stile di
vita, e di coscienza, che richiede interventi importanti.Nella sua forma
cronica, l’abitudine ad assumere alcol in quantità eccessive può
trasformarsiin una vera e propria forma di tossicomania e può essere
causa di morte precoce. Si sviluppa progressivamente,in un periodo di
tempo più o meno lungo, e comporta una serie di conseguenzea livello
fisico, psichico e sociale. Possiamo parlaredi danni fisici di tipo
epatico, neurologico,cardiaco o sessuale; danni psichici quali ansia,
depressione,psicosi, disturbi della personalità; dannisociali come
incidenti stradali, violenza sui minori,infortuni sul lavoro.Il consumo
di alcol, inoltre, è notevolmenteaumentato tra le giovani generazioni.
Nell’immaginariocollettivo dei giovani, l’alcol viene associatoa momenti
di gioia e benessere anziché essere percepito come un fattore di
rischio.Il fenomeno risulta sempre più sganciato dalmodello culturale
mediterraneo caratterizzatoda consumi moderati e strettamente legati ai
pasti,appare piuttosto orientato verso un modellodi consumo
“bingedrinking” (bereper ubriacarsi), dovutoanche alla necessitàdi
affrontaredifficoltà personali(timidezza, paura, imbarazzo). Il
beredeterminato da talenecessità rappresentauna modalità diutilizzo che
esponealla possibilità disviluppare abuso odipendenza. L’aumentodel
numerodi coloro che ne abusano è testimoniato dall’elevatafrequenza di
problemi alcol-correlati.Secondo i dati raccolti dall’OrganizzazioneMondiale
della Sanità, l’alcol è la prima causa dimorte tra i giovani europei: un
decesso su quattro,tra i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni,è
dovuto al consumo di alcol, per un totale di 55mila morti l’anno a causa
di incidenti stradali, avvelenamento,suicidio indotto dal bisogno di
liberarsidall’alcolismo, omicidi legati allo stesso fenomeno. Secondo
un’analisi dei dati di diversi studiepidemiologici recentemente condotta
dalla rivistafrancese Prescrire2, un consumo moderatodi alcol,
nell’ordine di un bicchiere al giorno, èperò associato ad un minore
rischio cardiovascolare, soprattutto coronarico. Non si
esclude,tuttavia, che determinati fattori che influenzanotalvolta la
morbilità e il consumo di alcolcontribuiscano all’effetto osservato.
Inoltre, il livellodi evidenza di questo effetto è inferiore nelle donne
rispetto agli uomini, e gli esiti riscontratinon possono essere
associati agli adultigiovani. Infatti, nella maggior parte degli studia
favore di un effetto protettore dell’alcol indosi moderate, i soggetti
studiati avevano un’età superiore ai 50 anni.Vediamo ora nel dettaglio
gli studi presi in esamedalla rivista francese.
A piccole dosi, un rischio
coronarico inferiore
In diversi paesi sono stati condotti
studi prospettici per valutare il rischio cardiovascolare
associato all’uso di alcol.In Francia, sono state analizzate le
conseguenze del consumo di vino e birra sulla salute di36.250 uomini tra
i 40 e i 60 anni dal 1978 al1983, con un follow up di 12-18 anni.
Un consumo medio di vino, da 2 a 5
bicchieri standard*, al giorno è stato associato ad un rischio minore di
mortalità globale (33% inferiore;p<0,001), tenendo conto dell’età, del
livello scolastico,dell’eventuale tabagismo, del peso (indice di massa
corporea) e dell’attività fisica. Il rischio di mortalità risulta essere
superiore a partire da un consumo di alcol pari a 10 bicchieri al
giorno. I dati osservati nei consumatori di vino non possono essere
associati ai consumatori di birra, il cui numero di partecipanti allo
studio era di due volte inferiore.
*La definizione di “bicchiere
standard” può cambiare da uno studio all’altro. Generalmente, per
“bicchiere standard” si intende: 10 cl di vino con
gradazione 12°, 25 cl di birra
con 5°, 7 cl di aperitivo con 18°, 3 cl di whisky con 40°.
GLI EFFETTI NEGATIVI DELL’ALCOL
Il consumo regolare e eccessivo di
alcol comporta un rischio di dipendenza, che è spesso accompagnato da
degrado psicosociale e problemi comportamentali.
Certi organi vengono danneggiati in
caso di un elevato consumo di alcolici. Gli organi principalmente
colpiti sono il fegato, il sistema nervoso, le vie aerodigestive
superiori e il pancreas.
n Fegato. L’evoluzione della
tossicità dell’alcol sul fegato passa per tre stadi: steatosi, epatite
alcolica, cirrosi. La cirrosi viene solitamente diagnosticata tra i 50 e
i 60 anni. La durata media di intossicazione prima della diagnosi di
cirrosi è stimata tra i 20 e 25 anni. La soglia del consumo di alcol al
di là della quale il rischio di cirrosi è moltiplicato da 3 a 4 volte
sembra essere di circa 30 g/die per le donne e 50 g/die per gli uomini.
Il 40-80% dei pazienti colpiti da cirrosi alcolica decede in 5 anni
circa.
n Sistema nervoso. Il consumo di
alcol comporta disturbi cognitivi: più del 50% dei consumatori
dipendenti dall’alcol presenta problemi di memoria e danni alle capacità
di elaborazione. Ansia, insonnia e depressione sono anch’esse talvolta
legate all’alcol. In casi estremi, l’alcol causa encefalopatia di
Wernicke, alterazioni della coscienza, segni oculari e problemi di
equilibrio. Se trascurata, questa sindrome può evolversi in una sindrome
di Korsakoff. L’alcol può essere anche causa di lesioni neurologiche
periferiche: in Europa è la seconda causa di polineuropatia dopo il
diabete.
n Tumori aerodigestivi. L’alcol
è connesso ad un aumento dei casi di tumore delle vie aerodigestive
superiori (bocca, faringe, laringe, esofago), così come di cancro al
fegato. L’associazione al tabacco aumenta le possibilità di cancro delle
vie aerodigestive superiori: il rischio di tumore alla bocca e alla
faringe è moltiplicato per 2 in caso di consumo cronico quotidiano
superiore a 45 g di alcol; èmoltiplicato per 15 quando questo consumo è
associato a più di 40 sigarette al giorno.
n Ipertensione arteriosa. Oltre
i due bicchieri standard al giorno, la pressione arteriosa aumenta sia
nell’uomo sia nella donna. Negli uomini, la frequenza di ipertensione
arteriosa è più elevata con un consumo da 3 a 5 bicchieri standard al
giorno12,13. Diversi studi sostengono l’aumento del rischio di eventi
vascolari cerebrali, soprattutto emorragici, con consumi di alcol
elevati.
n Rischio congenito. La
concentrazione di alcol etilico nel liquido amniotico comporta per il
feto dei valori analoghi a quelli materni. Gli effetti teratogeni
dell’alcol espongono ad una sindrome di alcolismo fetale in caso di
consumo da parte della madre. L’alcol risulta aumentareil rischio di
confusione mentale o neurologica nel bambino a partire da un consumo di
2 bicchieri standard al giorno. Dati sperimentali dimostrano che i
picchi di alcolemia comportano danni maggiori rispetto alla stessa dose
ingerita in giorni diversi.
n Mortalità nei giovani. Uno
studio prospettico svedese, condotto in 49.618 uomini di età compresa
tra i 17 e i 20 anni all’entrata nello studio e seguiti per 25 anni, ha
mostrato un aumento del rischio di decesso del 14% con un consumo di
alcol .di 15 g/die rispetto alla totale assenza di consumo, e tenendo
conto anche di altri fattori di rischio14.
n Alcol e farmaci. L’alcol
etilico è responsabile di numerose interazioni con farmaci. Può
aumentare l’effetto sedativo di farmaci come le benzodiazepine, gli
antistaminici, alcuni antidepressivi triciclici, i neurolettici e certi
antalgici. Il metabolismo di alcuni farmaci è accelerato con
unconsumoelevato e regolare di alcol. In un forte consumatore di alcol,
questo può diminuire la durata dell’effetto antalgicodel paracetamolo e
aumentarne il rischio tossico. La cinetica dell’assorbimento dell’alcol
è modificata con l’impiego di numerosifarmaci.
n Dipendenza dall’alcol. L’uso
di alcolici espone al rischio di aumento del consumo e di dipendenza
dall’alcol. Lo studio di un campione di32.333 adulti, rappresentativi
della popolazione inglese, mostra un’associazione tra il consumo medio
di alcol della popolazione e la prevalenza di consumi dovuti a
determinati problemi. Questa associazione si traduce in un aumento del
rischio di dipendenza dall’alcol in caso di incentivazione generale al
consumo di alcolici
Conclusioni
Sulla base dei
numerosi studi epidemiologici condotti, un moderato consumo di alcol,
per un periodo di circa 10-15 anni, sembra associato ad un inferiore
rischio cardiovascolare, soprattutto coronarico. Un numero più ridotto
di studi mostra anche una correlazione favorevole sulla mortalità
totale. L’impossibilità di tener conto di tutti i fattori che possono
influenzare la correlazione tra rischio cardiovascolare e consumo di
bevande alcoliche non consente di constatare un legame di causalità. Le
persone arruolate in questi studi sono,data l’età, i sopravvissuti a
importanti cause dimorbi-mortalità legate all’alcol. La durata del
follow-up non esclude effetti negativi a più lungo termine. Non sembra
esservi una diretta correlazione trail moderato consumo di alcol e
particolari effetti dannosi in soggetti sani di età superiore a 50
anni.Tuttavia, il rischio di sviluppare dipendenza all’alcol non è
facile da determinare.In pratica, non è consigliabile raccomandare un
consumo moderato di alcol all’intera popolazione adulta, in particolare
ai giovani o a persone con storia di malattia epatica o di dipendenza
dall’alcol. Questi dati possono però aiutare a dare consigli ad altre
categorie di pazienti32-34. Gli adulti con più di 50 anni possono essere
rassicurati che un consumo moderato di alcol, nell’ordine di un
bicchiere standard al giorno, sembra essere senza pericolo, forse
perfino benefico per la salute.
Da bollettino
d’informazione sui farmaci , Bif XIV N. 6 2007
Bimestrale
dell’agenzia italiana del farmaco
Estratto a cura di
Antonio Vetrano, diabetologo |