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Chirurgia bariatrica: associazione eccessiva a mortalità per suicidio e
malattia coronarica
La chirurgia
bariatrica rappresenta il più efficace trattamento per l’obesità di
classe III, ossia con un indice di massa corporea 40.
Lo studio
coordinato dalla dottoressa Omalu e colleghi dell’University of
Pittsburgh (Stati Uniti) ha indagato l’incidenza di mortalità associata
all’intervento chirurgico bariatrico.
I dati hanno
riguardato tutti gli interventi chirurgici eseguiti tra i residenti in
Pennsylvania tra il 1 gennaio 1995 e il 31 dicembre 2004.
Su 16.683
operazioni, sono state registrate 440 morti, con un’incidenza del 2,6%.
Le percentuali
di mortalità erano più alte negli uomini rispetto alle donne, e sono
aumentate con l’età.
Inoltre sono
risultate più alte rispetto a quelle della popolazione totale della
Pennsylvania.
La percentuale
di mortalità ad 1 anno era dell’1% circa e quasi del 6% a 5 anni. Meno
dell’1% delle morti si è presentata entro i primi 30 giorni.
La mortalità è
aumentata sostanzialmente con l’età ( specialmente tra i pazienti con
più di 65 anni ).
La mortalità
coronarica è stata la principale, con un’incidenza del 19,2% (76
pazienti)
Le complicanze
terapeutiche erano responsabili di 38 delle 150 morti naturali entro i
primi 30 giorni, tra cui: embolia polmonare in 31 casi ( 20,7% ),
malattia coronarica in 26 casi ( 17,3% ) e sepsi in 17 casi ( 11,3% ).
Secondo i dati
della ricerca è evidente un sostanziale eccesso di mortalità dovuta a
malattia coronarica tra i pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica.
Archives of Surgery 2007, 142: 923-928
Da
FCENEWS , la medicina online |