Diabete e staminali:
biotecnologie vincenti
In un futuro abbastanza prossimo
molti diabetici potranno "dire basta" alle stressanti e invasive
iniezioni d'insulina.
Ne ha dato l'annuncio il direttore del Diabetes Research Institute
(USA) Jay S. Skyler in anteprima rispetto alla pubblicazione che andrà
su JAMA.
I primi esprimenti sono stati condotti da ricercatori di San Paolo in
Brasile e da un altro gruppo di Chicago. Sono stati coinvolti in totale
15 pazienti con diabete 1 di prima diagnosi. Si tratta in pratica di un
omotrapianto di cellule staminali autologhe cioè provenienti dal sangue
dello stesso soggetto.
Tutti i partecipanti sono stati dapprima sottoposti ad un protocollo di
immunosoppressione denominato AHST (autologous nonmyeloablative
hematopoietic stem cell transplantation) che ha lo scopo di conservare,
nelle cellule totipotenti del midollo emopoietico, la funzione
insulinica delle beta cellule, funzione che invece è deficitaria nei
pazienti con diabete 1.
Dopo un follow up di 36 mesi il 93% dei pazienti trapiantati ha
trascorso lunghi periodi di insulino-indipendenza. In 14 pazienti
addirittura il trattamento con le staminali autologhe ha permesso una
libertà dall'insulina per quasi tutta la durata del folllow up. Una
scoperta senza precedenti che ridona speranze di miglioramento della
qualità di vita ai diabetici insulino-dipendenti e all'intera comunità
scientifica mondiale.
Washingthonpost online - TUESDAY, April 10 (HealthDay
News)
Jay S. Skyler, M.D., associate director, Diabetes Research Institute,
University of Miami Miller School of Medicine; Larry Deeb, M.D.,
president, medicine and science, American Diabetes Association, Chicago;
April 11, 2007, Journal of the American Medical Association
da NUTRIZIONE
33 , 13 aprile 2007 - Anno 2, Numero 14
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