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GENETICA E DIABETE TIPO 2

Nelle malattie complesse multifattoriali, come il diabete mellito tipo 2, l’evento morboso è caratterizzato dall’interazione fra un determinato corredo genetico e l’ambiente-stile di vita. Negli ultimi decenni8 è stata identificata la mappa del menoma umano con la presenza di almeno 30.000 geni, e dei metodi statistici rigorosi per la determinazione dell’influenza genetica nell’insorgenza della malattia. Le malattie complesse come il diabete mellito,l’obesità, la schizofrenia e il tumore hanno la tendenza ad aggregarsi in gruppi familiari, ma raramente la trasmissione della malattia è di tipo Mendeliano. Studi su gemelli monozigotici, di zigotici parenti di primo grado di pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 (DMT2) e in specifici gruppi etnici hanno documentato come in questi soggetti aumenta il rischio di sviluppare tale malattia, sottolineando l’importanza della predisposizione genetica nell’insorgenza del diabete mellito. Il DTM2 insorge in persone che hanno una predisposizione genetica allo sviluppo della malattia in associazione con un ambiente-stile di vita cosiddetto “occidentale”, caratterizzato da una riduzione dell’attività fisica e un aumento dell’introito di calorie, principalmente sottoforma di acidi grassi saturi, quindi, il diabete è una malattia multifattoriale complessa. Nel DTM2 le forme a trasmissione monogenetica più frequenti sono rappresentate dal maturity onset diabetes of the young (MODY) e dal maternally inherited diabetes and deafness (MIDD) che sono responsabili al massimo dell’1% di tutte le forme di diabete, a seconda del gruppo etnico considerato. Nelle malattie multifattoriali, come il DTM2, l’interazione di più geni “polimorfismo predisponente” con un determinato ambiente-fenotipo porta all’insorgenza di una malattia complessa multifattoriale. Esistono differenti metodi d’analisi per identificare i geni candidati nelle malattie complesse, il metodo più comunemente usato è il single nucleotide polymorphism. La storia della genetica del DTM2 è relativamente breve e va dal 1980, scoperta del gene dell’insulina, ad oggi, identificazione del PGC-1 che porta ad alterazioni del bilancio energetico della β- cellula. L’elenco dei geni candidati per il DTM2 può essere suddiviso in geni che regolano la funzione della β- cellula pancreatica, geni che modulano la traduzione del segnale insulinico a livello cellulare e geni coinvolti in altri meccanismi biologici non ancora ben definiti.

 

Davide Lauro, Alfonso Bellia

Laboratorio di Medicina Molecolare, Dipartimento di Medicina Interna, Università “Tor Vergata”,Roma.

Da grandangolo in diabetologia ; accademia nazionale di medicina , dicembre 2006

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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