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Effetti a lungo termine della chirurgia bariatrica: una rassegna

11 aprile 2007 (Congresso Medico) – Il Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ha recentemente pubblicato una review sull’efficacia della chirurgia bariatrica, firmata dal Prof. Abhimanyu Garg e coll. (Dallas, Texas; USA).

Negli ultimi anni infatti, soprattutto negli USA, si è assistito a un importante aumento degli interventi chirurgici nel tentativo di risolvere (o quanto meno migliorare) problemi di obesità. Grazie anche alle tecniche laparoscopiche, gli interventi negli USA sono passati da 13.000 nel 1998 a oltre 72.000 nel 2002. Gli autori hanno pertanto voluto effettuare una rassegna sugli effetti a lungo termine del bypass gastrico Roux-en-Y (BGRY) e del bendaggio gastrico (BG) sul mantenimento del calo ponderale, le patologie coesistenti e lo stato nutrizionale. Sono stati a tal scopo esaminati gli articoli con un follow-up post-operatorio di almeno 3 anni, indicizzati da PubMed.  Dalla valutazione degli autori emerge come tali interventi chirurgici risultino efficaci, determinando importanti riduzioni ponderali negli individui affetti da obesità patologica (dal 47,5 al 61,6% del sovrappeso, secondo una recente metanalisi) (2); a lungo termine, è tuttavia frequentemente osservabile un recupero ponderale significativo. Inoltre, secondo l’unico studio prospettico controllato (metodologicamente ben disegnato) disponibile, il miglioramento delle comorbilità associato al calo del peso tende ad attenuarsi nel tempo, con il recupero ponderale.  Esistono alcune evidenze, derivanti peraltro da uno studio retrospettivo, secondo le quali l’intervento di BGRY si assocerebbe a una modesta riduzione della mortalità a lungo termine. I dati disponibili non consentono di derivare evidenze conclusive; come affermano gli autori della rassegna, occorrerebbero studi randomizzati e controllati ben disegnati di tipo prospettico, con un lungo follow-up. Per quanto riguarda le ipotesi sui meccanismi alla base del recupero ponderale, si ipotizza un incremento dell’introduzione calorica legato a un allargamento della tasca gastrica o dell’anastomosi gastrodigiunale, e a modificazioni di adattamento nei livelli di ormoni intestinali e adipocitari quali la leptina e la ghrelina (molecole che regolano l’apporto calorico), ma anche una riduzione dell’attività fisica e variazioni nel consumo energetico.  Allargando la rassegna a tutti gli studi con un follow-up pari ad almeno 12 mesi, gli autori hanno rilevato che gli interventi di chirurgia BGRY si associano inoltre a un’incidenza frequente di deficit nutrizionali, quali la carenza marziale, quella di vitamina B12, folati, calcio e vitamina D, con necessità di supplementazione regolare e di monitoraggio.

1) J Clin Endocrinol Metab. 2006;91(11):4223-4231

PubMed

2) JAMA 2004;292(14):1724–1737

PubMed

Da www. Aemmedi.it

A cura di Tina Verrusio, diabetologa

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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