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GDM : Cosa fare dopo il parto?

Dal giorno del parto una donna con GDM ( Diabete Gestazionale ) dovrà sospendere l’eventuale trattamento insulinico praticato e proseguire il monitoraggio glicemico per i primi giorni successivi.

La tolleranza glucidica dovrà essere rivalutata mediante test di tolleranza a carico orale di glucosio (OGTT) (2 ore, 75 g) a distanza di 6-12 settimane dal parto 4. In considerazione dell’elevato rischio di sviluppare diabete occorre raccomandare alla paziente di mantenere un corretto stile di vita e un peso corporeo nella norma, con un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare.

La gravidanza, con i suoi stravolgimenti metabolici, porta alla luce nelle donne affette da GDM

.Queste pazienti dovrebbero essere arruolate in un programma di follow-up che consenta di prevenire o identificare precocemente un diabete mellito di tipo 2. A tal fine l’ADA suggerisce un programma, condiviso dal Gruppo di Studio “Diabete e Gravidanza” AMD-SID, che prevede l’esecuzione di una curva da carico di glucosio a 6-12 settimane dal parto 4. Se essa risulta normale, la paziente va rivalutata entro tre anni; se invece risulta alterata (alterata tolleranza al glucosio [IGT] e/o alterata glicemia a digiuno [IFG]) la paziente deve essere rivalutata dopo un anno.

In queste donne deve inoltre essere avviato un programma di intervento sullo stile di vita in grado di agire in maniera efficace su quelli che sono i fattori di rischio modificabili (sovrappeso, vita sedentaria, alimentazione non equilibrata, fumo, ipertensione e dislipidemia), importanti per l’eventuale successivo sviluppo di diabete di tipo 2.

 

Una donna con GDM può allattare?

Il diabete pregravidico e il GDM non rappresentano una controindicazione all’allattamento naturale, che, anzi, va incoraggiato anche nella paziente diabetica. Una recente revisione della letteratura ha infatti evidenziato come l’allattamento materno non solo sia possibile in questa categoria di pazienti, ma rappresenti un fattore protettivo nei confronti dello sviluppo di diabete mellito 2, sia per la madre sia per il bambino, riducendo il rischio di sviluppare successivamente la malattia. Nelle donne che allattano, i bassi livelli di estrogeni potrebbero infatti indurre un effetto positivo sul metabolismo glucidico, riducendo di conseguenza il rischio di sviluppare diabete.

 

Estratto da MeDia 2010;10:159-162  Giacoma Di Vieste, Basilio Pintaudi ,Antonino Di Benedetto

 

A cura di Antonio Vetrano,diabetologo

 

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ultimo aggiornamento giovedì 30 settembre 2010 22.06.52
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