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Diabete Gestazionale ed Alimentazione

La gravidanza, con i suoi stravolgimenti metabolici, porta alla luce nelle donne affette da GDM ( Diabete Gestazionale)  un sottostante e silente rischio di sviluppare diabete mellito, contribuendo a identificare una popolazione su cui indirizzare strategie preventive.

Effettuata la diagnosi di GDM, il team diabetologico imposta una terapia nutrizionale al fine di assicurare un’adeguata nutrizione materna e fetale, fornire un adeguato apporto calorico, garantendo un controllo glicemico ottimale senza determinare la comparsa di chetonuria. In gravidanza, infatti, non è raccomandata un’eccessiva riduzione calorica, in quanto la formazione di corpi chetonici conseguente al digiuno potrebbe risultare dannosa all’unità fetoplacentare.

La dieta viene personalizzata in relazione al BMI pregravidico secondo

il seguente schema:

􀁴 BMI < 18,5: 35 kcal/kg di peso corporeo pregravidico;

􀁴 BMI 18,5-25: 30 kcal/kg di peso corporeo pregravidico;

􀁴 BMI > 25: 24 kcal/kg di peso corporeo pregravidico.

A queste calorie, dal secondo trimestre di gravidanza viene aggiunto un supplemento per il feto di 300 kcal per le gestanti normopeso, 200 kcal per le pazienti sovrappeso. Viene dunque

fornita alla paziente una dieta da 1850 kcal (la paziente rientra ancora al primo trimestre di gravidanza) suddividendo l’introito calorico complessivo in tre pasti principali e tre spuntini per meglio controllare le oscillazioni glicemiche proprie della gravidanza e ridurre le conseguenze legate al digiuno accelerato. Le kcal vengono suddivise secondo il seguente schema: prima colazione 10-15%; pranzo 20-30%; cena 30-40%; tre spuntini 5-10%. Il rapporto tra i diversi macronutrienti prevede il 45-50% di carboidrati, complessi e ricchi in fibra, il 20% di proteine, il 30-35%di lipidi.

Viene istruita la paziente all’automonitoraggio domiciliare della glicemia secondo uno schema a scacchiera e al controllo quotidiano della chetonuria al risveglio, consigliando inoltre di monitorare il peso corporeo una volta a settimana, preferibilmente nello stesso momento della giornata, con gli stessi indumenti e sulla stessa bilancia.

 

Commento

La gravidanza è caratterizzata dal fenomeno del “digiuno accelerato”dovuto a una continua sottrazione di glucosio da parte del feto, anche quando la gestante non ne assume con gli alimenti, e a un blocco nella dismissione degli aminoacidi gluconeogenetici; ciò comporta una maggiore tendenza alla chetosi da digiuno.Poiché diversi studi hanno dimostrato l’associazione esistente tra elevati livelli di chetoni e complicanze fetali, è importante

istruire la paziente all’autocontrollo dei chetoni urinari da eseguire quotidianamente a digiuno sulle urine del mattino. Una chetonuria in questa fascia oraria, se non accompagnata da valori glicemici elevati, può infatti essere indicativa di un’assunzione insufficiente di carboidrati.

Estratto da MeDia 2010;10:159-162  Giacoma Di Vieste, Basilio Pintaudi ,Antonino Di Benedetto

 

A cura di Antonio Vetrano,diabetologo

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
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decreto n.315 del 19-12-2004
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ultimo aggiornamento giovedì 30 settembre 2010 22.06.52
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.