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Le noci
aumentano i grassi polinsaturi della dieta e riducono i livelli
d’insulina nel diabete di tipo 2
– La maggior
parte degli interventi dietetici esercita effetti metabolici già a breve
termine; la modificazione del contenuto lipidico dell’alimentazione può
tuttavia modificare la composizione corporea, modulare i livelli
circolanti di alcuni ormoni regolatori, quali la leptina e l’insulina,
ed esercitare effetti a lungo termine sul compenso glico-lipidico.
In uno
studio pubblicato sullo
European Journal of Clinical Nutrition, la Prof.ssa
Linda Clare Tapsell
e coll. (Wollongong, Nuovo Galles del Sud; Australia) hanno valutato gli
effetti di una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi (PUFA,
polyunsaturated fatty acids)
prolungata sugli outcome metabolici, in una popolazione composta da 50
adulti sovrappeso affetti da diabete mellito di tipo 2 (età media
54+/-8,7 anni). A tal fine gli autori hanno utilizzato un’alimentazione
ricca di noci. I pazienti dello studio sono stati randomizzati tra due
gruppi, trattati per un anno con una dieta ipolipidica (circa 2000 kcal,
con un contenuto di grassi pari al 30%) finalizzata al controllo del
peso con o senza l’aggiunta di 30 grammi di noci al giorno.
In entrambi
i gruppi sono stati rilevati, già dopo soli 3 mesi, un modesto calo
ponderale (1-2 kg, senza differenze significative tra i due gruppi) e un
miglioramento dei parametri clinici. Tuttavia, solo la supplementazione
con le noci è risultata associata a una maggiore assunzione di PUFA
(p=0,035), e quindi a maggiori concentrazioni ematiche di tali acidi
grassi, con la riduzione dei livelli d’insulina a digiuno (p=0,046) e un
incremento di quelli di colesterolo HDL. Tali effetti potrebbero essere
riconducibili a una modificazione del contenuto qualitativo di acidi
grassi a livello epatico.
Gli autori
sottolineano come la maggior parte dei benefici, pur essendo stati
osservati nei primi tre mesi di trattamento, siano persistiti fino al
12° mese dello studio.
Da
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