diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

Le noci aumentano i grassi polinsaturi della dieta e riducono i livelli d’insulina nel diabete di tipo 2

– La maggior parte degli interventi dietetici esercita effetti metabolici già a breve termine; la modificazione del contenuto lipidico dell’alimentazione può tuttavia modificare la composizione corporea, modulare i livelli circolanti di alcuni ormoni regolatori, quali la leptina e l’insulina, ed esercitare effetti a lungo termine sul compenso glico-lipidico.

In uno studio pubblicato sullo European Journal of Clinical Nutrition, la Prof.ssa Linda Clare Tapsell e coll. (Wollongong, Nuovo Galles del Sud; Australia) hanno valutato gli effetti di una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi (PUFA, polyunsaturated fatty acids) prolungata sugli outcome metabolici, in una popolazione composta da 50 adulti sovrappeso affetti da diabete mellito di tipo 2 (età media 54+/-8,7 anni). A tal fine gli autori hanno utilizzato un’alimentazione ricca di noci. I pazienti dello studio sono stati randomizzati tra due gruppi, trattati per un anno con una dieta ipolipidica (circa 2000 kcal, con un contenuto di grassi pari al 30%) finalizzata al controllo del peso con o senza l’aggiunta di 30 grammi di noci al giorno.

In entrambi i gruppi sono stati rilevati, già dopo soli 3 mesi, un modesto calo ponderale (1-2 kg, senza differenze significative tra i due gruppi) e un miglioramento dei parametri clinici. Tuttavia, solo la supplementazione con le noci è risultata associata a una maggiore assunzione di PUFA (p=0,035), e quindi a maggiori concentrazioni ematiche di tali acidi grassi, con la riduzione dei livelli d’insulina a digiuno (p=0,046) e un incremento di quelli di colesterolo HDL. Tali effetti potrebbero essere riconducibili a una modificazione del contenuto qualitativo di acidi grassi a livello epatico.

Gli autori sottolineano come la maggior parte dei benefici, pur essendo stati osservati nei primi tre mesi di trattamento, siano persistiti fino al 12° mese dello studio.

 

Da www.infodiabetes.it

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.