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La dieta mediterranea e il controllo
della colesterolemia
Numerose evidenze
epidemiologiche documentano che il rischio di eventi cardiovascolari,
che è correlato ad alti livelli circolanti di colesterolo totale e
soprattutto di colesterolo LDL, può essere ridotto da interventi di tipo
dietetico o di stile di vita, in grado di controllare il profilo
lipoproteico. Le modificazioni dietetiche più efficaci nel ridurre la
colesterolemia, sintetizzate in questo documento, fanno parte (seppure
con alcune significative eccezioni) del classico modello della dieta
mediterranea (Tab. 2). Va peraltro ricordato che tale modello,
attualmente, è caratterizzato da un’elevata variabilità da regione a
regione.
Gli effetti della dieta
mediterranea sul profilo lipidico sono in genere moderati, ma
significativi e comprendono una riduzione del colesterolo totale e della
colesterolemia LDL, della trigliceridemia, dell’ApoB e un incremento
della colesterolemia HDL; essi si associano a un aumento della capacità
antiossidante plasmatica totale, a una riduzione dell’insulinoresistenza
e della frequenza della sindrome metabolica, cui conseguono un
miglioramento della funzione endoteliale e una riduzione del rischio
cardiovascolare che non è spiegato, almeno in modo completo, dagli
effetti della dieta stessa sul profilo lipidico49.
Una recente rassegna
sistematica degli studi condotti sul ruolo protettivo della dieta
mediterranea50 ha tuttavia mostrato come la maggior parte degli studi
disponibili sia di tipo osservazionale, o costituita da rassegne non
strutturate o non sistematiche, e ha concluso che gli effetti positivi
sul rischio cardiovascolare osservati nella maggior parte di questi
studi vanno quindi confermati da altri dati, raccolti in protocolli più
ampi e meglio controllati, per poter trarre conclusioni definitive.
Non è quindi attualmente
possibile decidere se la dieta mediterranea vada considerata l’approccio
nutrizionale ottimale per la prevenzione dell’aterosclerosi e delle sue
complicanze; certamente l’efficacia ipocolesterolemizzante della dieta
mediterranea stessa può essere aumentata, quando opportuno, allineando i
livelli di consumo di specifici nutrienti a quanto suggerito dalle linee
guida internazionali. Non va infatti trascurato che anche nei Paesi
dell’area mediterranea valori crescenti della colesterolemia totale ed
LDL si associano a un crescente rischio coronarico.
In conclusione, il modello
mediterraneo può rappresentare nel nostro Paese la base per la strategia
di popolazione; in casi specifici (strategia individuale) i suoi effetti
sulla colesterolemia totale ed LDL possono essere aumentati mediante
modificazioni della quota lipidica o mediante integrazioni specifiche.
Caratteristiche generali
della dieta mediterranea
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• Alto apporto di alimenti di origine vegetale (verdu- |
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re e ortaggi, legumi e cereali, almeno in parte non
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raffinati, noci e altri semi); |
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• Uso dell’olio di oliva quale principale fonte di lipidi
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nella dieta; |
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Consumo di prodotti lattiero-caseari (soprattutto
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yogurt e formaggio) in quantità piccole o moderate;
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• Consumo di carni rosse e pollame in piccole
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quantità e a bassa frequenza; |
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• Assunzione di non più di 4 uova/settimana;
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• Il consumo di vino in piccola o moderata quanti- |
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tà, durante i pasti; |
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• Uso preferenziale di prodotti locali e alimenti natu- |
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rali, non sottoposti a eccessivi processi di trasfor- |
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mazione e consumati rispettando la stagionalità;
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• Consumo regolare di frutta fresca a fine pasto;
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consumo di dolci a base di noci, olio di oliva e
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zucchero o miele nei soli giorni festivi. |
Da
G It
Diabetol Metab 2009;29:74-82
A. Poli,
F. Marangoni
Nutrition Foundation of Italy, Milano |