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CGM : Diabete di tipo 2 ed altre applicazioni

 

L’utilizzo del monitoraggio in continuo nel diabete di tipo 2 è ancora limitato. Tuttavia un recente studio di Yoo ha esaminato 65 pazienti con diabete d tipo 2 (dei quali il 60% insulino trattati) con livelli di HbA compresi tra l’8 ed il 10% utilizzando un sistema CGM in Real-Time per un periodo di 3 giorni al mese in 3 successive valutazioni. Rispetto al gruppo di controllo che eseguiva 4 controlli della glicemia alla settimana, i pazienti randomizzati all’utilizzo del sensore raggiungevano un miglioramento significativo dell’HbA (0,9 vs. 0.4%, p<0,01).

Si osservava inoltre una significativa riduzione del tempo trascorso in iperglicemia e della variabilità glicemica È interessante notare come nel gruppo che utilizzava il sensore il peso corporeo, il BMI e l’introito calorico fossero significativamente ridotti rispetto al gruppo di controllo. L’utilizzo del CGM in pazienti diabetici in trattamento farmacologico con antidiabetici orali, così come in condizioni di prediabete, sarà sicuramente un obiettivo nel prossimo futuro quando la tecnologia sarà accessibile per un utilizzo più esteso nel paziente diabetico.

Il CGM è stato utilizzato per il monitoraggio del diabete in pazienti sottoposti a trapianto di pancreas, di isole pancreatiche o in dialisi peritoneale. Un interessante campo di applicazione è rappresentato dall’utilizzo del CGM in pazienti in un’unità di terapia intensiva. Alcuni studi hanno confermato come il monitoraggio in continuo rappresenti in queste situazioni un valido aiuto per identificare le escursioni glicemiche ed ottimizzare il trattamento insulinico per il raggiungimento di una condizione di normoglicemia.

 

Conclusioni

Le evidenze sperimentali recenti confermano come il CGM possa assistere il paziente con il diabete di tipo 1 nel raggiungere e mantenere nel tempo i livelli ottimali di HbA in modo più efficace e sicuro rispetto al tradizionale controllo glicemico tradizionale. Per tale motivo anche l’American Diabetes Association si è recentemente espressa includendo l’utilizzo del CGM nel paziente adulto con diabete di tipo 1 nelle raccomandazioni cliniche utilizzate per la cura del diabete. Va sicuramente precisato che, sebbene l’attuale generazione dei sensori per la glicemia sia soddisfacente, resta senza dubbio un ampio margine di miglioramento nell’affidabilità ed accuratezza degli strumenti e, come dimostrato dagli studi clinici , siano necessarie una conoscenza ed una motivazione adeguate da parte del paziente e del medico per un loro utilizzo efficace.

Questo ci ricorda che l’educazione del paziente rappresenta il fulcro della terapia del diabete e che l’impatto dei sistemi CGM in Real-Time come strumento educazionale dovrà essere valutato in un prossimo futuro. Infine, il CGM rappresenta uno strumento indispensabile per lo sviluppo di un reale sistema ad ansa chiusa per il controllo del diabete che appare sempre di più, giorno per giorno, una realtà ormai realizzabile.

 

Alberto Maran

 

Da Collana Editoriale AMD

Aggiornamenti 2010

Direttore  Scientifico: Carlo B.Giorda

 

Estratto a cura di Andrea Tatavitto,diabetologo

Con la collaborazione di Concetta Sacco

 

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
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Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento giovedì 30 settembre 2010 21.31.22
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.