|
LA
VASCULOPATIA PERIFERICA
QUALI SONO LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA?
L’arteriosclerosi -
l’indurimento e la chiusura delle arterie - colpisce, generalmente,
tutti i vasi dell’organismo, anche se alcuni distretti possono essere
maggiormente interessati.Quando la malattia interessa i vasi che portano
il sangue alle gambe, parliamo di arteriopatia ostruttiva periferica
che e’ caratterizzata dalla riduzione del flusso del sangue lungo le
arterie malate, parzialmente o completamente ostruite. È come se il tubo
che porta il carburante (il sangue) ad un motore (i muscoli) fosse in
parte otturato. IL 20 % dei soggetti
affetti da arteriopatia periferica è diabetico, ma si tratta
probabilmente di stime per difetto.. L’arteriopatia periferica, che nei
soggetti diabetici riguarda prevalentemente il distretto femoro-popliteo
e quello tibiale, rappresenta un importante fattore di rischio di
amputazione delle estremità, Il rischio di arteriopatia periferica, nei
soggetti diabetici, aumenta con l’età, la durata della malattia, la
presenza di dislipidemia, ipertensione arteriosa, l’abitudine al fumo e
la coesistenza di neuropatia periferica, ma risente anche di fattori
etnici e genetici.
Quando la
patologia è a uno stadio avanzato, la riduzione del flusso arterioso a
valle della lesione causa in genere un dolore piuttosto vivo. I sintomi
iniziali dell'arteriopatia sono spesso trascurabili (parestesie,
torpore, sensibilità al freddo, stanchezza e affaticabilità degli arti)
e solo il dolore in una fase più avanzata porta il paziente dal medico:
quando si compie un determinato sforzo (come camminare a lungo o per
brevi tratti ma in salita) compare un dolore crampiforme a valle della
zona patologicamente interessata.
È sufficiente fermarsi e riposarsi per alcuni secondi, per stare subito
meglio e poter riprendere a camminare, salvo doversi nuovamente fermare
dopo aver percorso un tratto di strada di uguale lunghezza.
QUALI ESAMI SONO INDICATI PER FARE DIAGNOSI?
Dopo una doverosa e
approfondita valutazione anamnestica, il percorso diagnostico dovrebbe
cominciare dall’esame obiettivo: La comparsa di pallore cutaneo
sollevando l’arto dalla posizione supina è indicativa di un’ostruzione
arteriosa periferica. Il passo successivo può essere rappresentato dalla
valutazione dell’’indice del rapporto tra valore pressorio sistolico
alla caviglia e al braccio, parametro non invasivo e sufficientemente
accurato e riproducibile,.. Tra le indagini successive: l’EcoDoppler
arterioso e la prova da sforzo; lo studio agiografico andrebbe riservato
ai casi nei quali si intende valutare un’eventuale indicazione
chirurgica.
QUANDO OCCORRE EFFETTUARE I CONTROLLI, E CON CHE PERIODICITA’?
Le conseguenze di
un’arteriopatia periferica non riconosciuta sono gravi..Per tale motive
le Societa’ Scientifiche raccomandano lo screening dell’arteriopatia
periferica in tutti i soggetti diabetici ultracinquantenni; tale
valutazione andrebbe tenuta in considerazione anche nei pazienti di età
inferiore in presenza di altri fattori di rischio, quali la
consuetudine al fumo, la presenza di ipertensione arteriosa, di
ipercolesterolemia o di malattia diabetica presente da oltre 10 anni. In
caso di normalità dell’indice ABI, viene proposta la sua ripetizione a
distanza di 5 anni.
Rocco Capasso ,
chirurgo vascolare |