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L’OBESITA’ DAL PUNTO DI VISTA INTERNISTICO
Prof. Alessandro Ciammaichella
Primario Medico Emerito dell’Ospedale S.Giovanni di Roma
Da il giornale
AIDID , anno XIII, n1 , 2007
Per un ottimale inquadramento dell’obesità del punto di vista della
Medicina interna, ed anche, e soprattutto, per la sua prevenzione si
deve sottolineare che essa è la “madre” di tante altre patologie:
Ipertensione arteriosa, Iperdislipidemie, Diabete mellito e connessa
Insulino – resistenza, Cardiopatie ischemiche e non, Ictus. La Sindrome
Ipocinetica, un complesso di affezioni riportabili alla sedentarietà,
comprende appunto l’Obesità, l’Aterosclerosi, l’Ipertensione, la
Dislipidemie, il Diabete. La Grelina, l’ “ormone della fame” prodotto da
stomaco e ipotalamo, stimola l’appetito attivando i centri cerebrali
della fame. La Leptina, l’”ormone della sazietà prodotto dagli adipociti,
inibisce l’assunzione di cibo inducendo sazietà. Più recente è la
scoperta del Mediatore PYY, prodotto dell’intestino, che riduce
anch’esso l’appetito. L’obesità è una componente essenziale della
Sindrome Plurimetabolica , che comprende tre dismetabolismi:
Iperglicemia con insulino –resistenza, Ipertrigliceridemia, Iperuricemia.
Spesso si associa ad Ipertensione arteriosa. Essa coinvolge molti
apparati.
Apparato cardiovascolare. Da questo punto di vista è pericolosa come
importante fattore di rischio l’obesità “viscerale” correlata con
l’adipe intra-addominale, quello cioè contenuto nel grande omento e nel
mesentere e per la cui precisa quantificazione occorrerebbe la TAC o la
RMN dell’addome. Tale obesità è strettamente connessa con un altro
importante fattore di rischio (non solo marker!) quale è la PCR, specie
quella “hs” cioè ad alta sensibilità. Questo vasto gruppo comprende
ipertensione, coronopatie, viscosità ematica, trombofilia, arteriopatie
e flebopatie periferiche .
Apparato
scheletrico: artrosi, osteoporosi, cifosi dorsale, schiacciamenti
vertebrali.
Sistema
endocrino-metabolico: iperdislipidemie, diabete grasso, iperuricemia,
aumento degli adipociti bruni (ad intenso metabolismo) e quelli chiari
(a metabolismo lento).
Apparato
digerente: dispepsia, ernia iatale, steatosi epatica, colelitiasi.
Apparato
urinario.pielonefrite cronica, nefroangiosclerosi ipertensiva,
urolitiasi.
Patologia
fetale: microsomia neonatale, talora foriera di un futuro diabete sia
per il bambino che per la madre.
Rischi generici:
travaglio di parto difficile, aumentata mortalità per cancro, diminuita
resistenza a malattie infettive, ad interventi chirurgici,
all’anestesia, sindromi depressive, difficoltà nell’inserimento
ambientale specie nel bambino. L’attività fisica, prevenendo e
correggendo l’obesità è altamente protettiva nei riguardi della
cardiopatia ischemica, degli accidenti cerebrovascolari e delle
areteriopatie periferiche. Essa è assolutamente indispensabile: la
restrizione calorica senza attività fisica è sconsigliabile in quanto
riduce la massa magra, ad intenso metabolismo, e quindi il consumo
energetico. Deve essere aerobica, regolare, costante. Da sconsigliare la
fluttuazione del peso e i rapidi dimagrimenti. Indispensabile è anche la
integrazione vitaminica della dieta con complessi vitaminici completi ed
equilibrati. |