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LA TERAPIA
FARMACOLOGICA DELLE DISLIPIDEMIE NEL PAZIENTE METABOLICO
Diabete & Colesterolo
Quali sono i valori ottimali di
colesterolo, colesterolo HDL, trigliceridi, nel paziente?
I valori ottimali per un paziente
diabetico sono: colesterolo LDL<100 mg/dl, colesterolo HDL > 40 mg/dl
(>50 nelle donne), trigliceridi < 150 mg/dl. Il diabete è considerato un
equivalente del rischio della cardiopatia ischemica : essere diabetico
comporta un rischio coronario simile all’aver un evento coronarico
(maggiore del 20% a 10 anni), forse per la frequente associazione di
fattori di rischio multipli; numerosi studi epidemiologici sostengono
questa affermazione. Inoltre i diabetici hanno un maggior rischio di
morte subito dopo o a distanza da un infarto e ciò giustifica un
atteggiamento terapeutico preventivo più aggressivo. Gli obiettivi per
il colesterolo LDL sono pertanto gli stessi che per i soggetti in
prevenzione secondaria.
Quali sono i valori ottimali di
colesterolo, colesterolo HDL, trigliceridi, nel paziente portatore di
sindrome metabolica non diabetico
L’obiettivo per il colesterolo LDL
nei pazienti con sindrome metabolica è dipendente dal rischio
cardiovascolare assoluto a 10 anni del soggetto.
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Se il rischio è maggiore del 20 %
l’obiettivo è <100 mg/dl, come in prevenzione secondaria e nel
diabete.
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Se il rischio è minore del 20 %
l’obiettivo è < 130 mg/dl.
Nel trattamento delle alterazioni dei
trigliceridi e del colesterolo HDL nella sindrome metabolica hanno
particolare rilievo le modificazioni dello stile di vita volte a
correggere il sovrappeso e l’insulino-resistenza.
Quale è il primo obiettivo
della terapia ipolipemizzante?
Sulla base dei risultati di numerosi
studi di intervento controllati randomizzati il primo obiettivo per il
trattamento della dislipidemia nel diabetico è il colesterolo LDL
(indicazione di forza A). le prove sull’intervento sui trigliceridi e
sul colesterolo HDL sono indirette e hanno forza C.
Quando va iniziata la terapia
con statina?
Di regola la terapia farmacologica va
iniziata dopo che sono stati messi in atto gli interventi sullo stile di
vita. La terapia farmacologica va iniziata insieme all’intervento sullo
stile di vita soltanto nei soggetti diabetici con malattia
cardiovascolare clinica e valori di colesterolo LDL > 100 mg/dl. Nei
pazienti diabetici privi di malattia cardiovascolare la terapia con
statina si inizia se il colesterolo LDL compreso fra 100 e 129 mg/dl
possono essere trattati con più rigide norme igienico –dietetiche o con
statine. I dati recenti degli studi HPS e CARDS suggeriscono tuttavia
che pazienti diabetici di età > 40 anni con valori di colesterolo
totale ≥135 traggono giovamento dalla terapia con statina volta a
ridurre di circa il 30% il colesterolo LDL, indipendentemente dai valori
iniziali di LDL.
A che distanza di tempo si
verificano i risultati e si fa il follow-up a obiettivo lipidico
raggiunto?
Dopo aver instaurato una terapia
farmacologica per la dislipidemia la verifica dei risultati si deve fare
dopo un intervallo compreso fra le 4 e le 12 settimane. A obiettivo
raggiunto il follow-up può essere eseguito con intervalli di 6-12 mesi.
Come si trattano i valori
elevati di trigliceridi?
È noto che l’ipertrigliceridemia è un
fattore di rischio cardiovascolare nel diabetico, tuttavia un solo
studio di intervento ha dimostrato l’efficacia dei fibrati nel ridurre
il rischio cardiovascolare in soggetti diabetici con queste
caratteristiche : cardiopatia ischemica clinica, ipertrigliceridemia,
bassi valori di colesterolo HDL, valori normali di colesterolo LDL. La
strategia terapeutica si basa sui seguenti punti:
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Il buon compenso glicemico è
molto efficace nel ridurre i valori di trigliceridi e deve essere
perseguito come primo obiettivo.
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Anche la modificazione dello
stile di vita è molto efficace: sono indicati riduzione del peso
corporeo, aumento dell’attività fisica, riduzione dei carboidrati e
dei grassi saturi e incremento di monoinsaturi, riduzione
dell’apporto di alcool.
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L’intervento farmacologico
specifico va sempre posposto all’ottenimento del compenso
glicemico.
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La terapia farmacologica (fenfibrato,
gemfibrozil, acidi grassi poliinsaturi) è indicata per
trigliceridemia > 400 mg /dl per ridurre il rischio di pancreatine.
Una alternativa ai fenfibrati sono le statine ad alte dosi.
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Per trigliceridemie fra 200 e 400
l’utilizzo di terapia farmacologica è lasciato al giudizio clinico.
Come si trattano i bassi valori
di colesterolo HDL?
Anche i bassi valori di colesterolo
HDL sono un fattore di rischio cardiovascolare nel diabetico, ma
aumentarli in modo significativo è estremamente difficile e non esistono
studi di intervento controllati che abbiano dimostrato l’efficacia
preventiva del loro aumento. L’intervento sullo stile (perdita di peso,
aumento dell’attività fisica, cessazione del fumo) può aumentare il
colesterolo HDL e deve sempre essere attuato. I fibrati possono
aumentare il colesterolo HDL. Nella pratica l’intervento farmacologico
con il fine di aumentare il colesterolo HDL è utilizzato molto
raramente.
Da Domande e Risposte in
malattie metaboliche e diabetologiche
A cura di Carlo Giorda
Malattie metaboliche e
diabetologia, Asl 8, Regione Piemonte,Chievi ( Torino) |