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L’INDICE
GLICEMICO e CARICO GLICEMICO
sta assumendo
sempre più importanza il concetto di Indice glicemico
in relazione ad una dieta più equilibrata
L'indice
glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la
glicemia in seguito all'assunzione di quell'alimento.
L'indice è espresso in termini percentuali rispetto alla velocità con
cui la glicemia aumenta in seguito all'assunzione di un alimento di
riferimento (che ha indice glicemico 100): un indice glicemico di 50
vuol dire che l'alimento innalza la glicemia con una velocità che è pari
alla metà di quella dell'alimento di riferimento.
I due
alimenti di riferimento più utilizzati sono il glucosio e il pane
bianco: è quindi possibile trovare indici diversi per lo stesso
alimento: quando si confrontano gli indici glicemici di due alimenti
(ricavati da fonti diverse) occorre accertarsi che siano calcolati in
base allo stesso alimento di riferimento.
Per calcolare l'indice glicemico rispetto al pane bianco basta
moltiplicare per 1,37 quello calcolato rispetto al gucosio.
A tal
proposito, gli alimenti contenenti carboidrati,
vengono classificati e divisi in base alla capacità che hanno di
stimolare la secrezione di insulina dopo loro digestione.
Pertanto, ogni singolo cibo contenente carboidrati ha un diverso impatto
sia sulla glicemia sia sull’insulinemia.
Per
esempio, gli spaghetti, avendo un indice glicemico
(espresso in percentuali) del 50%-59%, rispetto al pane bianco (100%), a
parità di peso, determinerà un innalzamento della glicemia e di
conseguenza dell’insulinemia più bassa; mentre lo produrrà più alto
rispetto ad esempio ai legumi (con indice glicemico 20-29%) e cosi via.
Nel 2003 e’ stata pubblicata la nuova tabella dell'indice glicemico
La vera
novità è l'introduzione della variabilità dell'indice glicemico.
Le vecchie tabelle riportavano solamente il valore medio degli indici
glicemici. Questi valori portavano a conclusioni fuorvianti.
Infatti:
1)
L'indice glicemico cambia a seconda della varietà dell'alimento.
In molti casi tale variabilità è modesta, in altri è talmente alta che
il valore perde di ogni significato. È il caso del riso (48-112), del
pane bianco (30-110), delle patate bollite (56-101).
2) L'indice glicemico varia a seconda del grado di maturazione.
Anche in questo caso, per alcuni alimenti la variazione è notevole e
rende il valore poco significativo.
3) Negli alimenti cucinati, l'indice glicemico varia a seconda
degli ingredienti e della preparazione. Questo fatto
implica che non si può determinare in modo sufficientemente preciso
l'indice glicemico di un alimento cucinato in ambiente domestico o un
alimento confezionato che non sia stato scelto come campione. Infatti
nella tabella di riferimento viene sempre indicata la marca del prodotto
testato.
.
Le considerazioni utili che si possono fare sull'indice glicemico
sono le seguenti.
1)
L'indice glicemico diminuisce se si aggiungono grassi ad un alimento.
Questo fenomeno è dovuto al fatto che la digestione dell'alimento al
quale sono stati aggiunti i grassi è più lenta, e quindi i carboidrati
che contiene vanno in circolo più lentamente. Questo fatto si può
verificare facilmente, basta confrontare (per esempio) il latte scremato
e il latte intero. Quindi a volte non è sempre vero che un alimento
"light" sia migliore del corrispondente "normale", poichè potrebbe
essere meno saziante (questo è particolarmente vero per lo yogurt).
2)
L'indice glicemico diminuisce se si aggiungono proteine ad un alimento,
per lo stesso motivo del punto 1.
3)
Il rilascio totale di insulina non dipende dall'indice glicemico
ma dal carico glicemico, ovvero dal prodotto tra indice glicemico
e la quantità di carboidrati ingerita.
Per fare
un esempio, due diete contenenti una 200 grammi di carboidrati a indice
glicemico medio di 60 e l’altra di 150 g di carboidrati con indice
glicemico di 80 hanno lo stesso carico glicemico (150Х80=12000, 200
Х60=12000).
Numerosi studi hanno valutato
l’indice glicemico nella pratica clinica, con risultati talvolta
positivi, altre volte più deludenti; il principio dell'attenuazione
dell'iperglicemia post-prandiale è stato peraltro cavalcato in numerosi
trials , spesso con risultati positivi sulla prevenzione del diabete e
delle patologie cardiovascolari.
Rimangono alcune perplessità sugli
effetti dell'assunzione di associazioni di alimenti con IG differenti, o
sulla praticità di un'alimentazione basata unicamente su cibi con un
basso IG. Alcuni principi della dieta a basso IG sono comunque
ampiamente condivisibili, come quello di privilegiare l'assunzione di
frutta, verdura e cereali scarsamente raffinati.
Volendo
tradurre in consigli queste considerazioni, si scopre che chi segue una
alimentazione equilibrata non aggiunge nulla al suo comportamento
alimentare. Infatti:
-> in una
alimentazione equilibrata, composta da una quantità di
carboidrati non superiore al 55% delle calorie giornaliere, dove quindi
i grassi e le proteine non vengono demonizzati;
-> in una
alimentazione che ripartisce carboidrati, proteine e grassi in modo
uniforme (ma non maniacale) nell'arco della giornata;
-> in una
alimentazione che consente il mantenimento del peso corporeo, e che
quindi deve essere composta da alimenti sazianti;
il
carico glicemico è automaticamente sotto controllo, poiché la
quantità di carboidrati è sotto controllo, e i grassi e le proteine,
nonché l'assunzione di alimenti sazianti come verdura e frutta,
contribuiscono ad abbassare l'indice glicemico anche dei cibi più a
rischio.
Diventa perciò inutile dare eccessiva importanza all'indice glicemico.
Attenzione! Questo non significa che una fonte di carboidrati vale
l'altra, ma che è assurdo ragionare su differenze minime o impostare un
intero modello alimentare sull'indice glicemico.
In parole povere, discriminare tra riso, pasta e patate non ha molto
senso a parità di quantità, ha senso invece discriminare tra pasta e
pasta integrale, o tra ciliegie e cocomeri, tra zucchero e fruttosio.
Daniele Cirillo , nutrizionisti
La tabella seguente riporta alcuni valori significativi
|
|
ALIMENTO |
IG su GLUCOSIO |
|
Albicocca |
38 ± 2 |
|
All-Bran |
42 ± 5 |
|
Ananas |
59 ± 8 |
|
Arancia |
42 ± 3 |
|
Banana |
52 ± 4 |
|
Carota |
47 ± 16 |
|
Cialda di cono
gelato |
79.6 |
|
Ciliegie |
22 |
|
Cocomero |
72 ± 13 |
|
Cornetti (croissant) |
67 |
|
Cornflakes (Kellog's) |
91 |
|
Crackers |
da 52 a 98 |
|
Fagioli bolliti |
29 ± 9 |
|
Fagioli di Soia
bolliti |
18 ± 3 |
|
Fanta |
68 ± 6 |
|
Fruttosio puro |
19 ± 2 |
|
Gelato |
da 57 a 80 |
|
Glucosio |
100.0 |
|
Kellogg's Special K |
da 54 a 84 |
|
Kiwi |
53±6 |
|
Latte intero |
27 ± 4 |
|
Latte magro |
32 ± 5 |
|
Lenticchie |
da 22 a 34 |
|
Maltodestrine |
100.0 |
|
Maltosio |
109 |
|
Mango |
51±5 |
|
Mela |
da 28 a 44 |
|
Melone (detto anche
Popone) |
75 |
|
Miele |
da 32 a 95 |
|
Muesli |
da 39 a 75 |
|
Pane bianco |
da 30 a 110 |
|
Pane di Segale |
da 50 a 64 |
|
Patate al forno |
89±12 |
|
Patate comuni
bollite |
da 56 a 101 |
|
Patate dolci |
61 ± 7 |
|
Patate fritte |
75 |
|
Pere |
38±2 |
|
Pere in Scatola |
46.0 |
|
Pesca fresca |
da 28 a 56 |
|
Pesche in Scatola |
da 30 a 71 |
|
Piselli bolliti |
32.9 |
|
Pizza al formaggio
(Italia) |
80 |
|
Popcorn |
72±17 |
|
Riso arborio |
69 ± 7 |
|
Saccarosio e
Zucchero di Canna |
68 ± 5 |
|
Spaghetti Barilla
cotti 10 minuti |
57 |
|
Succo d'Ananas |
50 ± 4 |
|
Succo di Mela |
40 ± 1 |
|
Succo di Pompelmo |
48 |
|
Uva |
48.2 |
|
Yogurt magro alla
frutta |
45 |
|
Yogurt magro bianco |
14 |
|
Yogurt |
36 ± 4 |
|
Zucca |
75 ± 9 |
|