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L'exenatide
migliora il funzionamento del pancreas nei diabetici
Il trattamento con
exenatide rispetto all'insulina glargine migliora la funzionalità delle
cellule beta del pancreas e fa perdere peso
Durante il 43°
Congresso dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) in
corso ad Amsterdam, sono stati presentati i risultati di uno studio che
ha dimostrato che la terapia a base di exenatide, rispetto all'insulina
glargine, migliora il funzionamento del pancreas. Sono stati confrontati
i risultati ottenuti con le iniezioni di exenatide e con quelle di
insulina glargine sulla funzionalità delle cellule beta del pancreas, il
livello di glicemia e il peso in pazienti affetti da diabete di tipo 2.
Emanuele Bosi, Direttore della U.O. di Medicina e Diabetologia
dell'Università Vita-Salute Ospedale San Raffaele di Milano, spiega:
“Studi precedenti su exenatide avevano già mostrato un miglioramento
complessivo della glicemia paragonabile a quello ottenuto con l'insulina
glargine e una migliore funzionalità delle cellule beta. Questo studio
conferma i vecchi risultati e dimostra che l'aggiunta di exenatide
migliora in modo significativo la funzionalità delle cellule beta in
risposta al glucosio e all'arginina.” Inoltre, lo studio ha dimostrato
che ad un anno dall'inizio della terapia i pazienti trattati con
exenatide hanno perso peso (in media 3.6 ± 0.6 kg) mentre i pazienti
trattati con insulina glargine sono aumentati in media di 1.0 ± 0.8 kg.
La differenza ponderale totale tra i due gruppi è stata pari a 4,6 Kg.
Vera Buondonno Lombardi, Presidente Fand (Associazione Italiana
Diabetici) ha commentato: “Quando al diabetico di tipo 2 viene
consigliato il passaggio da un ipoglicemizzante orale ad insulina si va
incontro a problemi di tipo psicologico, perché il paziente si sente
costretto ad usare l'ultimo trattamento a disposizione e ad un problema
fisico, perchè l'assunzione di insulina comporta un aumento di peso
significativo e i problemi associati.
EXenatide potrebbe
rappresentare una valida alternativa perché non causa questo tipo di
problemi e perché agisce positivamente sulle cellule beta del pancreas e
questo dona una speranza in più ai diabetici.”
Lo studio è stato condotto su 69 diabetici di tipo 2 trattati con
exenatide (5 mcg BID per 4 settimane e da 10 mcg BID a 20 mcg TID per il
resto dell'anno) o insulina glargine (entrambi in associazione a
metformina) sono confrontati sulla base di misurazioni della
funzionalità delle cellule beta, del controllo glicemico e delle
variazioni ponderali dopo 52 settimane di trattamento. Questi i
risultati dello studio randomizzato: il gruppo trattato con exenatide,
rispetto a quello trattato con insulina glargine, ha visto un
miglioramento significativo della funzionalità delle cellule beta
misurata attraverso la secrezione di C-peptide (un peptide associato
alla produzione di insulina), stimolato da arginina o da glucosio.
Questi i dettagli: la secrezione di C-peptide stimolata da arginina è
stata maggiore del 146% dopo un anno di trattamento con exenatide,
rispetto all'insulina glargine (rapporto medio rispetto al basale per
exenatide e insulina glargine ±SEM: 3.19 ± 0.24 vs. 1.31 ± 0.07,
rispettivamente, p<0,0001). La prima fase di secrezione di C-peptide
indotta da glucosio è stata del 52% maggiore dopo un anno con exenatide
rispetto alla terapia con insulina glargine (rapporto medio rispetto al
basale ±SEM: 1.75 ± 0.10 vs. 1.16 ± 0.06, rispettivamente, p<0,0001). La
seconda fase di secrezione di C-peptide è aumentata del 185% con
exenatide (rapporto medio rispetto al basale ±SEM: 3.05 ± 0.22) rispetto
all'insulina glargine (1.08 ± 0.05, p<0,0001). L'HbA1c media dei
pazienti all'inizio dello studio era di 7,5 ± 0,1 per cento. Il
trattamento con exenatide ha avuto come risultato un controllo glicemico
(misurato in base alle riduzioni di HbA1c) comparabile al trattamento
con insulina glargine (-0.8 ± 0.1% e -0.7 ± 0.2%, rispettivamente, una
differenza tra i gruppi non statisticamente significativa). Inoltre i
pazienti trattati con exenatide hanno mostrato un'incidenza più bassa di
ipoglicemia rispetto ai soggetti in terapia con insulina gl'argine (8.3%
versus 24.2%, rispettivamente).
Per quanto riguarda gli effetti collaterali associati alla
somministrazione di exenatide sono quelli osservati già in altri studi
precedenti. Una nausea lieve-moderata è l'effetto collaterale più
frequente che si verifica circa nella metà dei pazienti e tende a
diminuire nel tempo.
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