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Valutazione della malattia cardiovascolare asintomatica

 

Nei pazienti diabetici, più che nei soggetti non diabetici, è importante per una precisa valutazione del rischio cardiovascolare globale riuscire a svelare l’eventuale presenza di forme subcliniche di malattia cardiovascolare che sono molto più frequenti che negli individui non diabetici. Pertanto, per la diagnosi della malattia cardiovascolare subclinica e una migliore valutazione del rischio cardiovascolare, tutti i soggetti diabetici devono eseguire, indipendentemente dal livello di rischio, almeno 1 volta l’anno:

- Esame polsi periferici e soffi

- ECG a riposo (se età > 30 anni o durata > 10 anni o con macroalbuminuria)

- Misurazione delle pressioni distali (Indice di Winsor: rapporto pressione arteriosa

caviglia/braccio)

 

In caso di negatività è opportuno ripetere tali esami dopo un intervallo di tempo variabile per ciascun paziente (da 1 a 3 anni). Poiché le indicazioni riguardanti gli approfondimenti diagnostici nei pazienti diabetici ad alto rischio si basano su un consenso di esperti più che su dati, va prevista, nel caso di implementazione delle linee guida, una raccolta dati sull’uso delle indagini diagnostiche per valutare nel tempo se le indagini proposte e le scadenze temporali suggerite siano appropriate.

 

Riduzione del rischio cardiovascolare

(interventi, obiettivi e strategie)

 

  

Terapia non farmacologica

La terapia non farmacologica è il cardine della terapia sia del diabete che della prevenzione cardiovascolare. Essa si basa su tre interventi distinti sullo stile di vita, che riguardano l’alimentazione, l’attività fisica e l’abitudine al fumo. Gli obiettivi e le strategie relative a questi interventi sono uguali sia nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari che in quella secondaria e si basano su evidenze scientifiche ormai consolidate.

 

A) Alimentazione

I principi su cui basare una corretta alimentazione per il paziente diabetico devono tendere non solo al controllo della glicemia ma anche alla migliore correzione possibile di tutti i fattori di rischio cardiovascolare.

 

Paziente sovrappeso / obeso e/o con adiposità addominale

 

Obiettivi

Raggiungere e mantenere un

IMC 25Kg/m2

o almeno una riduzione ponderale

di 5 –10 Kg

 

Strategie

La riduzione ponderale deve essere ottenuta producendo un deficit calorico di 300-800 Kcal al giorno, a sua volta ottenuto diminuendo l’apporto calorico della dieta ed aumentando l’attività fisica.

 

Paziente normopeso senza adiposità addominale

Obiettivo  : Mantenere il peso corporeo

Strategia : Dieta isoenergetica

 

Sia per il paziente normopeso che per quello in sovrappeso / obeso è necessario considerare con attenzione anche la qualità della dieta, le cui caratteristiche generali, sulla base delle evidenze sperimentali.

 

 

B) Attività fisica

Anche per l’attività fisica ci sono ormai evidenze sperimentali che ne dimostrano i benefici, sia in termini di mortalità cardiovascolare che totale, anche indipendentemente dagli effetti sulla riduzione ponderale.

 

Obiettivo

Almeno 30 minuti di esercizio fisico aerobico di moderata intensità possibilmente tutti i giorni e comunque non meno di 3/4 volte la settimana (cammino a passo svelto, ciclismo in piano o bici da camera, ginnastica, nuoto, ballo o giardinaggio). Se il paziente desidera effettuare attività fisiche più intense, sempre di tipo aerobico, è necessario valutare eventuali controindicazioni e modulare dieta e terapia farmacologica. In questo caso può essere indicata l’esecuzione di un Ecg da sforzo preliminare anche nei soggetti con rischio cardiovascolare non elevato.

 

 

C) Fumo di sigarette

Obiettivo :Abolizione del fumo

 

Strategie : motivazione del paziente e della famiglia

 

Compenso metabolico

 

Obiettivi:

1) Controllare l’iperglicemia non solo a digiuno ma anche nel periodo post-prandiale

Valori di riferimento dei parametri del controllo glicemico

                                                                  Parametri Ottimali*                     Accettabili**                                                           

Glicemia a digiuno (mg/dl)                                 80-120                                < 140

Glicemia due ore dopo i pasti (mg/dl)            120-160                                < 180

Glicemia prima di andare a letto (mg/dl)        100-140                               < 160

       HbA1c (%)                                                         ≤ 7.0                               7.5

* Ottimali: da perseguire negli individui in cui l’età del paziente e/o le sue condizioni cliniche consentano di porsi l’obiettivo di prevenire lo sviluppo o ritardare la progressione delle complicanze.

** Accettabili: da perseguire negli anziani e negli individui in cui le condizioni cliniche consentono soltanto di porsi l’obiettivo di minima di evitare l’insorgenza di iperglicemie sintomatiche o di ipoglicemie

 

2) Cercare di minimizzare il rischio di ipoglicemia

 

Nel perseguire il controllo glicemico ottimale si deve prestare attenzione a non esporre il paziente, specie se anziano o con complicanze cardiovascolari, al rischio di ipoglicemie e, più in generale, all’instabilità glicemica che può agire come fattore scatenante di eventi cardiovascolari

 

 

L’importanza dei lipidi

 

L’importanza della riduzione del colesterolo LDL nella prevenzione cardiovascolare è suffragata da studi di intervento effettuati anche in pazienti diabetici (in genere sottogruppi di studi non specifici per il diabete). Per i diabetici è inoltre da sottolineare l’importanza della riduzione dei trigliceridi e/o dell’aumento delle HDL, come evidenziato da studi recenti.

 

Obiettivi

1) LDL colesterolo< 115 mg/dl** o Colestesolo Totale < 190 mg/dl

2) Trigliceridi < 150 mg/dl

HDL colesterolo > 40 mg/dl

 

Terapia specifica per la prevenzione secondaria

Il rischio cardiovascolare del paziente diabetico che ha già avuto un evento è sicuramente elevato. Pertanto, per cercare di ridurre il più possibile tale rischio, è necessaria una terapia sia non farmacologica che farmacologica particolarmente intensiva nei confronti dei vari fattori di rischio cardiovascolare.

 

 

LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE

NEL PAZIENTE DIABETICO

Da www.siditalia .it

Estratto a cura di Antonio Vetrano , diabetologo

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento lunedì 21 gennaio 2013 20.05.54
webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.