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INCRETINO-MIMETICI:UNA NUOVA CLASSE DI FARMACI PER IL DIABETE DI TIPO 2
Nell’ambito della terapia del diabete
di tipo 2 vi sono alcune problematiche al momento sostanzialmente
irrisolte: la prima deriva dall’evidenza che la storia naturale
evolve verso il progressivo peggioramento, indipendentemente dalla
terapia che con il tempo diviene progressivamente più complessa.
L’elemento patogenetico responsabile è il progressivo declino della
funzione β-cellulare..
Concetto di incretina, GIP e GLP-1.
Il concetto di incretina si
sviluppa a partire dagli anni Trenta del secolo scorso e definisce
l’insieme di quelle sostanze, successivamente identificate come ormoni,
responsabili del fenomeno per cui la risposta della secrezione di
insulina a una dose standard di glucosio è significativamente superiore
se lo stesso glucosio viene somministrato per via orale rispetto alla
via endovenosa
GIP e GLP-1 sono
simili in quanto vengono entrambi
stimolati dalla ingestione di cibo,
rapidamente metabolizzati (emivita di 1-2 minuti) dall’enzima DPP-IV
(dipeptidil peptidasi-IV) ed entrambi stimolano la secrezione di
insulina in risposta al glucosio. Il GLP-1 presenta inoltre alcune
caratteristiche aggiuntive come l’azione di rallentamento dello
svuotamento gastrico, la soppressione della secrezione di glucagone e un
effetto di riduzione dell’assunzione di cibo . Un ulteriore elemento di
distinzione tra i due ormoni riguarda la secrezione nel diabete di tipo
2, ridotta per il GLP-1 , inalterata per il GIP. Nell’animale infine il
GLP-1 svolge un’azione diretta sulla beta-cellula con un effetto
complessivo di crescita della massa beta -cellulare
.
Potenziale terapeutico del GLP-1.
Con l’identificazione del
GLP-1 nei primi anni Ottanta e la progressiva dimostrazione dei suoi
effetti metabolici si rendeva sempre più attraente un suo possibile
impiego terapeutico, soprattutto nel diabete di tipo 2. Le prime
esperienze non delusero le attese: il GLP-1, ottenuto in forma
ricombinante e somministrato in infusione e continua per un breve
periodo (6) o sc per 6 settimane a mezzo di microinfusore , era in grado
di migliorare significativamente il controllo glicemico in pazienti con
diabete di tipo 2; inoltre, nell’arco di sei settimane si rendevano
evidenti anche una significativa riduzione dell’appetito e
conseguentemente una significativa riduzione del peso corporeo . Questi
risultati dimostravano inequivocabilmente un potenziale terapeutico per
il GLP-1, fino a quel momento soltanto ipotizzato. Era tuttavia evidente
che un trattamento basato sulla somministrazione della molecola del
GLP-1 non poteva rappresentare una terapia applicabile su larga scala a
causa della necessità di ricorrere a una infusione continua per ovviare
alla breve emivita di questo ormone
Ormoni naturali simil-GLP-1:
exendin-4 (exenatide).
Exendin-4 è un peptide naturale di 39
aminoacidi inizialmente identificato come prodotto della saliva e
successivamente come ormone stimolato dall’assunzione di cibo nel Gila
Monster, un rettile che vive nel deserto dell’Arizona.. La forma
sintetica di exendin-4, denominata exenatide, rappresenta il composto
maggiormente investigato approvato dalla FDA e approdato all’impiego
clinico in USA gia’ da alcuni anni, solo nel 2008 e’ stato introdotto in
italia.. Exenatide viene rapidamente assorbita dopo iniezione
sottocute, risulta resistente all’azione del DPP-IV e si presta a schemi
di trattamento basati su due somministrazioni giornaliere. L’efficacia
di exenatide come trattamento nel diabete di tipo 2 è stata dimostrata
da numerosi studi clinici, e in particolare in tre trial di grandi
dimensioni in pazienti non più responsivi al trattamento con sola
metformina , sola sulfonilurea o combinazione tra metformina e
sulfoniluree : in tutti questi studi l’aggiunta di exenatide, in
confronto al placebo, risultava efficace in termini di riduzione
significativa di emoglobina glicata e peso corporeo, con una maggiore
efficacia alla dose di 10 μg due volte al giorno sottocute. Gli
effetti indesiderati erano rappresentati soprattutto da nausea e, in
misura inferiore, vomito, peraltro in progressiva diminuzione con il
proseguimento del trattamento. La riduzione del peso non risultava
dipendere dalla induzione di nausea. L’incidenza di ipoglicemia è
risultata superiore rispetto al placebo solo nei casi già in trattamento
con sulfonilurea mentre non risultava incrementata nei casi neiquali
exenatide veniva aggiunta alla sola metformina. Di exenatide è
attualmente in fase di studio una forma ritardo che ne consentirebbe la
somministrazione a intervalli di giorni.
Inibitori del DPP-IV:
Un approccio differente rispetto agli
analoghi del GLP-1, ma con un simile razionale incretino-mimetico, è
quello che si basa sull’impiego di farmaci inibitori dell’enzima DPPIV
mirato a potenziare l’azione di GIP e GLP-1 endogeni. L’inibizione
dell’attività del DPP-IV determina infatti un aumento delle
concentrazioni circolanti di questi due ormoni con conseguenti
stimolazione della secrezione insulinica, inibizione di quella del
glucagone e rallentamento dello svuotamento gastrico. Poiché l’aumento
dell’insulina indotto da GLP-1 e GIP e l’inibizione della secrezione di
glucagone indotta da GLP-1 cessano quando la glicemia ritorna ai livelli
normali, l’incidenza di ipoglicemia in corso di trattamento con questa
categoria di farmaci dovrebbe, almeno in teoria, risultare bassa.
Due molecole
con attività di inibizione del DPPIV e somministrabili per via orale
sono state introdotte in italia nella pratica clinica nel 2008
(sidagliptin e vildagliptin ) ed hanno, dimostrato una buona efficacia
in termini di controllo glicemico, sia a digiuno, sia post-prandiale, in
pazienti con diabete di tipo 2 in associazione alla metformina .
Conclusioni.
gli incretino-mimetici rappresentano
una nuova classe farmacologica per la terapia del diabete di tipo 2,.
Questi farmaci risultano estremamente promettenti e solo l’esperienza
clinica. Potra’ dare una conferma ed in ogni caso l’inserimento di
questi presidi è da considerarsi aggiuntivo e sinergico e non
sostitutivo dei farmaci attualmente disponibili nella terapia del
diabete tipo 2
da GIDM
Editoriale di
E. BOSI,
A. DAVALLI, L. MONTI, P.M. PIATTI
estratto a cura di Andrea Tatavitto , diabetologo |