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Costi assistenziali nei primi anni dalla diagnosi di diabete
28 marzo 2008
(Congresso Medico) – Uno studio epidemiologico multicentrico tedesco
(ROSSO 4) ha osservato retrospettivamente una coorte di 3142 pazienti
con una nuova diagnosi di diabete di tipo 2, analizzando l’incidenza
delle complicanze e i costi legati alla gestione della malattia, in un
contesto assistenziale di primo livello, con un follow-up mediano di 6,5
anni.
Il Dott. S Martin e
coll. (Düsseldorf, Germania) hanno analizzato le cartelle dei soggetti
diabetici assistiti presso 192 medici di medicina generale randomizzati
a partecipare allo studio, valutando l’insorgenza di eventi patologici e
i costi assistenziali basati su DGR, costi dei farmaci e delle
prestazioni.
Alla diagnosi
risultavano affetti da cardiopatia ischemica il 22,4% dei pazienti,
mentre il 15,4% soffriva d’insufficienza cardiaca e il 5,8% di
arteriopatia periferica. La prevalenza di ictus e infarto era del 3-4%,
mentre quella di complicanze microvascolari molto più bassa (0,5%), a
eccezione della neuropatia (5,0%). L’incidenza cumulativa di IMA e
infarto è aumentata linearmente con il passare del tempo in assenza di
una lag phase, raggiungendo rispettivamente il 6,7 e il 7,7% con una
mortalità complessiva del 3,6% alla conclusione del follow-up.
Anche le complicanze
microvascolari sono aumentate con il trascorrere del tempo, raggiungendo
una prevalenza combinata di amputazioni distali, dialisi e cecità pari
al 2,8%. Parallelamente, come ovvio, sono aumentati i costi
assistenziali (da 1288 euro pro-capite per il primo anno a 3845 nel
corso del settimo), su cui incidevano prevalentemente quelli legati alla
terapia delle complicanze.
Gli autori concludono
sottolineando le potenzialità di risparmio, in termini di costi umani ed
economici, della diagnosi precoce di diabete, della prevenzione
secondaria e dell’empowerment dei pazienti nel periodo successivo alla
diagnosi.
Exp Clin Endocrinol Diabetes
2007 115(8):495-501
PubMed
Da
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