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DIABETE E SPORT
Un giovane
diabetico può fare sport?
Certamente. Lo
sport aumenta il consumo di carboidrati per cui ne risulta potenziata l’azion
dell’insulina o degli ipoglicemizzanti orali.
Un anziano?
Limitatamente
alle sue possibilità fisiche purchè lo sport si traduca in pratica in
un’attività fisica moderata e continuativa
L’attività
muscolare è importante per l’equilibrio metabolico?
Si, per i motivi
esposti e perché determina una migliorata vascolarizzazione di tutti gli
organi e apparati.
Per il
controllo e il mantenimento del peso?
Certamente.
Un diabetico
metabolicamente ben compensato può compiere un’attività sportiva al pari
di un non diabetico?
Con alcune
limitazioni, si.
Può praticare
anche sport agonistici?
Si, con alcune
limitazioni.
Sport
violenti?
No, perché
l’eccesso di scariche adrenaliniche determina sicuramente un
peggioramento dell’equilibrio metabolico del soggetto.
Ad esempio la
marcia, il tennis, la pallavolo possono essere praticati?
Si, sono anche
consigliabili, purchè sia stato seguito in precedenza un opportuno
allenamento.
Sport ad alto
indice di rischio per se e per gli altri come motociclismo e pesca
subacquea?
No, perché una
crisi ipoglicemica improvvisa e imprevista può provocare una catastrofe.
L’agonismo
nei non più giovani è permesso?
Per definizione
gli anziani non devono praticare sport agonistici ad alto rischio,
indipendentemente dall’essere diabetici.
Esistono noti
campioni di tennis e rocciatori diabetici. Quali precauzioni devono
avere prima di iniziare le gare?
I tennisti
possono cercare di prevenire eventuali crisi ipoglicemiche da sforzo
assumendo mezz’ora prima dell’incontro una certa quantità di cibo
(saccarosio e amidi) in rapporto alle previsioni della durata
dell’incontro.Per quanto riguarda i rocciatori la fatica e lo stress non
sono precedentemente calcolabili perciò corrono rischi altissimi. È
quindi un’attività non consigliabile.
L’attività
fisica può agire come un efficace sostituto dell’insulina?
Assolutamente
no.
O ne può
potenziare l’azione?
Può contribuire
ad una migliore utilizzazione della stessa per aumentare l’attività dei
recettori periferici.
Prima di
affrontare qualsiasi sport è necessario che il paziente sia in perfetto
compenso metabolico?
È bene
distinguere: se per sport intendiamo agonismo, certamente, se per sport
intendiamo attività fisica non agonistica anche il soggetto che non è
imperfetto compenso diabetico, purchè non chetoacidosico, può svolgere
attività ricreativa.
Se così non
è, si può andare incontro ad un peggioramento?
Si.
C’è pericolo
di iperglicemia?
Naturalmente.
Di chetosi?
Certamente, in
particolare nel diabetico di tipo I.
Per il
paziente in trattamento insulinico esiste il rischio che l’esercizio
muscolare promuova un riassorbimento più rapido dell’insulina dalla sede
iniezione?
Si. Per questo
si suggerisce di iniettarsi l’insulina nell’addome.
Esiste quindi
il pericolo di un iperinsilunismo circolante?
Certamente si,
almeno per qualche ora.
E di una
crisi ipoglicemica?
Si, in quanto è
la conseguenza dell’iperinsulinismo.
È bene
praticare uno sport di gruppo non “ isolato”?
Se si seguono le
precauzioni sopraindicate non è strettamente necessario.
L’alimentazione va modificata?
Va integrata con
una quota di alimenti equivalenti al dispendio energetico determinato
dall’attività fisica.
Quando vanno
somministrati?
Mezz’ora prima
dell’inizio dello sforzo.
Gli orari di
iniezione dell’insulina devono essere modificati?
No, perché sono
legati all’orario dei pasti principali
Il dosaggio?
No, per gli
stessi motivi.
Se lo sforzo
è breve possono essere raccomandati zuccheri ad assorbimento rapido come
il fruttosio?
Si, ma anche il
saccarosio, il destrosio.
Se è
prolungato?
Sono da
preferire zuccheri ad assorbimento più lento come quelli presenti nel
pane e nei biscotti.
È
consigliabile aggiungere proteine, ad esempio, carne agli alimenti a
base di farina?
Se lo sport è
prolungato è certamente utile e garantisce un miglior metabolismo
intermedio nel soggetto in attività fisica.
Lo spirito
agonistico può favorire uno stress fisico?
Si.
Psicologico?
Ancora di più.
Riferimenti
negativi sull’equilibrio metabolico?
Certamente,
attraverso il meccanismo dello stress legato ad un aumento delle
catecolamine e degli ormoni controinsulari ( cortisolo).
Quali
precauzioni deve prendere il diabetico anziano?
Deve essere
valutata nello stress l’entità della funzione cardiaca, respiratoria,
osteoarticolare, muscolare e quindi concessa un’attività fisica in
rapporto a questi elementi.
In presenza
di ipertensione arteriosa o di vasculopatia è consigliabile una pur
modesta attività muscolare?
Sia nell’uno che
nell’altro caso viene riattivata la circolazione arteriosa periferica
con sviluppo possibile di vasi collaterali. Quindi è consigliabile.
La presenza
di una neuropatia autonoma può essere una controindicazione?
Certamente,
soprattutto quando la stessa interessa anche il sistema cardiovascolare,
il che è frequente nella maggior parte dei casi.
Sono
consigliabili in consutivo sport con sforzi prolungati, sul tipo del
ciclismo, della marcia piuttosto che competizioni brevi?
Sicuramente in
quanto esplicano un’azione generale sull’organismo del diabetico di
certo più completa e più proficua di quella dello sforzo breve ma
intenso.
È bene non
compiere sforzi nella tarda mattinata?
Non ci sono
particolari controindicazioni se non quella di una più facile
ipoglicemia- pre-prandiale tardiva la glicemia- generalmente verso le
ore 17- raggiunge il minimo dei suoi valori, anche nel diabetico.
Perché i
malesseri sono più frequenti in queste due circostanze?
Perché sono le
ore durante le quali sono più evidenti le variazioni positive o negative
della glicemia basale.
Via libera,
allora, allo sport nel diabetico compensato?
Certamente, un
reale vantaggio del diabetico stesso sia per quanto riguarda il suo
compenso, sia per combattere la malattia ipocinetica, l’eventuale
sovrappeso corporeo, l’ipotomia muscolare, fattori tutti che
condizionano il peggioramento della malattia diabetica.
Sport e
benessere fisico vanno quindi a braccetto?
Indubbiamente,
purchè si tenga presente la profonda differenza teorica e pratica che
esiste tra sport ed attività fisica. Il primo comporta l’agonismo, che
per il diabetico può essere non favorevole; il secondo è legato al
concetto latino del diportum cioè dell’attività fisica moderatamente
vivace, continuativa, al di fuori dei problemi negativi, in senso
metabolico, originati dall’ansia e dallo stress.
Da
1000 domande e risposte sul diabete,U.Butturini, R. Colarizi , Silvia
editrice
A cura di Prisco Di Caprio , medico dellp sport |