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ANCORA POCO UTILIZZATO IL MICROINFUSORE TRA
I DIABETICI
I dati sull’utilizzo del
microinfusore di insulina in Italia parlano chiaro: i pazienti affetti
da diabete giovanile, e quindi insulinodipendenti, tra giovani e adulti,
che ne fanno uso sono passati dall’1,5-2% del totale, nel 2004, al 3,5%
secondo i dati finali relativi al 2005. Un aumento del 100%.
“L’impatto delle nuove tecnologie come quella del microinfusore sulla
qualità di vita dei pazienti diabetici è evidente anche nella
letteratura scientifica dove si moltiplicano gli studi che ne valutano
l’efficacia” sottolinea Andrea Scaramuzza diabetologo dell’Azienda Carlo
Poma di Mantova. “Non sono quindi stupito di questi dati e credo che
l’Italia raggiungerà presto la media europea”.
In Europa si stima una media di 4.5-5% di pazienti, “pediatrici” e
“adulti”, che utilizzano il microinfusore (ma con punte del 15-18% in
Germania e 8-10% in Svezia). Negli Stati Uniti la percentuale si
attesta sul 16-18%. Un dato certo è che, dopo la pubblicazione dei
risultati del DCTT (Diabetes Control and Complications Trial), che per
la prima volta hanno dimostrato inequivocabilmente i benefici di un buon
controllo glicemico sulla prevenzione delle complicanze (o sul
rallentamento della loro progressione), si è assistito ad un aumento
dell'uso dei microinfusori nella terapia del diabete soprattutto in età
pediatrica.
Concetta Verrusio,diabetologa
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