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PIÙ INSULINE ,PER UN MIGLIOR COMPENSO
METABOLICO ?
Analoghi dell’insulina,
ad azione rapida e a lunga durata, e insulina inalatoria: sono queste le
principali frontiere terapeutiche per il diabete.
Le insuline modificate (o analoghi dell'insulina) sono state concepite
per sostituire nel paziente diabetico, in modo efficace e sicuro, le
importanti funzioni che l'insulina esercita nel soggetto normale. Nel
diabetico l'insulina convenzionale, una volta iniettata, viene assorbita
lentamente, determinando un modesto ma persistente incremento dei
livelli di insulina circolanti, con conseguente aumento della glicemia
subito dopo il pasto e rischio di abbassamento eccessivo (ipoglicemia)
dopo qualche ora dal pasto. Gli analoghi sono stati realizzati grazie
all’ingegneria molecolare per ovviare a questi problemi e quindi per
consentire di raggiungere e mantenere l'ambizioso obiettivo terapeutico
della normalizzazione del tasso glicemico. Gli analoghi ad azione rapida
(lispro, aspart e glulisina) presentano un assorbimento rapido,
riducendo a pochi minuti l’intervallo tra iniezione e pasto, che viene
di solito raccomandato con le insuline convenzionali. Buone le evidenze
raccolte sinora: in uno studio multicentrico effettuato in 5 centri
italiani (Catania, Messina, Milano, Padova, e Perugia) la
somministrazione di analogo ha determinato una riduzione di circa il
20% delle escursioni glicemiche dopo pasto, rispetto all'insulina umana,
in 37 pazienti con diabete tipo 2. Gli analoghi insulinici a lunga
durata (glargine e detemir) si pongono invece come alternative alle
insuline ad azione intermedia (NPH e ultralenta). “Uno studio del nostro
Dipartimento – ha detto Perriello - ha mostrato che in 181 pazienti con
diabete tipo 1 l'analogo a lunga durata d’azione glargine, inserito in
uno schema insulinico intensivo, ha determinato nell'arco di un anno un
miglioramento del controllo glicemico con riduzione significativa
dell'emoglobina glicata di 0,5% e del 50% degli episodi ipoglicemici
rispetto all'insulina convenzionale ad azione intermedia”. In
alternativa all’insulina comunemente iniettata per via sottocutanea,
inoltre, la somministrazione d’insulina per via inalatoria può garantire
una rapida e uniforme disponibilità dell’insulina in occasione del pasto
ed agevolare l’impiego dell’insulina nei pazienti che rifiutano di
praticare l’iniezione. La minore e variabile efficacia dell’insulina
polmonare rispetto all’insulina somministrata per via sottocutanea,
assieme all’impiego di inalatori poco maneggevoli nel dosaggio
dell’insulina, possono limitare la diffusione di questo tipo di
approccio fino a quando non verranno risolti i problemi legati alla
sicurezza e tollerabilità a lungo termine. A fronte delle nuove
possibilità terapeutiche, le evidenze scientifiche e le opinioni degli
esperti sulle nuove insuline sono ancora contraddittorie. L’analisi
sistematica dei risultati di 42 studi clinici effettuati in più di 7.000
pazienti da parte dell’organizzazione Cochrane ha dimostrato solo un
minimo beneficio degli analoghi ad azione rapida rispetto alle insuline
convenzionali nella maggioranza dei diabetici trattati con insulina. In
particolare, non è stato osservato alcun miglioramento del controllo
glicemico nei pazienti con diabete tipo 2 o diabete gestazionale.
La prudenza è dunque d’obbligo: le nuove insuline sono utilizzate da
poco tempo e in un numero limitato di pazienti, così da determinare di
fatto un loro impiego non ancora ottimale. “Solo attraverso un’adeguata
informazione del diabetologo ed istruzione del diabetico si possono
sfruttare a pieno le potenzialità di queste nuove scoperte – ha concluso
il dottor Perriello -. Nei prossimi anni, grazie a una maggiore
circolazione delle nuove insuline, potremmo avere una risposta
definitiva in senso positivo o negativo sui vantaggi relativi
all’impiego di nuove tecnologie per la terapia insulinica intensiva nei
pazienti con diabete mellito”.
Da italiasaute.it - a
cura di Gianluca Ruffa, internista
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