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GRASSI NEL SANGUE DA PERSONALIZZARE
Qual
è il valore giusto di colesterolo?
Fino a pochi
anni fa si diceva che il colesterolo totale desiderabile era 200 mg/dl
(milligrammi per decilitro di sangue), prima ancora si pensava fosse
220, e cosi via. Ora invece si è capito che il valore giusto varia a
seconda di quanti sono gli altri fattori di rischio cardiovascolare
presenti. E non basta. In realtà, del colesterolo totale non importa
quasi più niente a nessuno. Si è ormai ragionevolmente certi che quello
che conta è il livello delle tre frazioni in cuji si può dividere il
colesterolo circolante: Ldl, Hdl, e Vldl. Le Ldl sono le cosiddette
lipoproteine a bassa densità, cioè il colesterolo “cattivo”: più basso è
meglio è. Le Vldl, sono le lipoproteine a bassissima densità, cioè il
colesterolo legato ai trigliceridi: non è cattivo come il primo, ma è
meglio tenerlo a bada. Le Hdl, le proteine ad alta densità, sono il
colesterolo “buono”: consigliabile averlo alto. Queste cose sono note da
anni, ma non si sapeva con sufficiente chiarezza che se è vero che le
Ldl in più, aumenta dell’1 per cento la probabilità di avere un infarto
nei successivi dieci anni, ma che per ogni milligrammo in più di Hdl lo
stesso rischio diminuisce del 3 per cento. E per abbassare l’uno e
aumentare l’altro come si fa? Per ridurre le Ldl la ricetta è quella
nota: dieta mediterranea, riduzione del peso corporeo, farmaci quando
serve. Mentre per alzare le Hdl farmaci specifici sono ancora allo
studio, ma si po’ agire con l’attività fisica aerobica (corsa,
bicicletta, nuoto) e con un bicchiere di vino rosso al giorno. Ma tra il
secondo e il terzo bicchiere le Hdl cominciano a scendere.
Francesca Poggiante, nutrizionista
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