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Scoperta una proteina legata al colesterolo e al rischio cardiovascolare

 

Si chiama CD40L ed è una proteina che potrebbe essere responsabile della formazione del colesterolo: l’hanno scoperta i ricercatori Francesco Violi e Francesco Martino dell'Università La Sapienza. Gli scienziati italiani hanno arruolato due gruppi di bambini, uno con bambini con colesterolo alto e il secondo con altrettanti piccoli volontari con valori nella norma, e li hanno sottoposti ad esami del sangue. Dai risultati è emerso che nel sangue dei bambini con ipercolesterolemia i livelli di CD40L risultavano particolarmente elevati.
Questa scoperta ha portato i ricercatori romani a concludere che proprio questa proteina favorisce il ristagno del colesterolo nelle
arterie aumentando il rischio di infiammazione e, su lungo periodo, predisponendo a maggiori probabilità di essere colpiti da ictus o infarti. A seguito di questa scoperta, i ricercatori – che hanno pubblicato i loro risultati sulla Journal of the American College of Cardiology – hanno dichiarato di essere fiduciosi circa la possibilità di mettere a punto delle terapie specifiche per colpire questa proteina e intervenire sul rischio cardiovascolare sin dall’età pediatrica.
“Curare un piccolo di 10 anni con colesterolo alto significa prevenire un suo possibile infarto a 60 anni'', ha commentato Violi che, insieme a Martino, ha condotto anche una indagine su 1671 bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni e ha scoperto che addirittura il 20-30% dei bambini aveva il colesterolo uguale o superiore ai 170 mg/dl; ciò si traduce, chiariscono gli esperti, nel fatto che almeno il 2% dei bambini ipercolesterolemici potranno soffrire di una
patologia cardiovascolare nei prossimi 30 anni. Il colesterolo alto nei bambini è difficilmente diagnosticabile perché è asintomatico e vengono raramente eseguiti esami specifici in età pediatrica. Tuttavia è di grande importanza sapere se il bambino è ipercolesterolemico perché è possibile intervenire tempestivamente con modifiche sulla dieta e ridurre il rischio che il bambino diventi un adulto ad alto rischio cardiovascolare.

 

da  www.paginemediche.it 

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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