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Da
www.farmasalute.it
“QUANDO
LA MANO SOPPIANTA IL PIEDE”,
ovvero
relazioni tra disturbi articolari e diabete!!
Dottor Giuseppe
Internullo
Specialista in
Chirurgia della Mano.
Azienda Ospedaliera
Gravina, Caltagirone.
internullo.g@virgilio.it
Si ritiene ormai da
parecchio tempo che il diabete possa essere responsabile di alcune
affezioni dell’apparato locomotore: la nevralgia crurale e l’artropatia
nervosa del piede ne sono gli esempi più classici. In effetti è
probabile che il diabete giochi solo un ruolo secondario nella comparsa
della nevralgia crurale dei diabetici,e in effetti l’ortopedico vede
molto raramente delle artropatie nervose dei piedi. Sembra, al
contrario, che si ignori ancora troppo spesso, una manifestazione molto
più frequente , molto facile da inquadrare, ma ignorata, e che si
potrebbe chiamare “LA MANO DIABETICA” come ha proposto Jung, chirurgo
della mano, che l’ha descritta nel 1971.
Lo studio delle mani
nei diabetici permette frequentemente di riscontrare un’atrofia dei
muscoli dei tessuti superficiali, talvolta associata ad una contrattura
in flessione delle metacarpofalangee e delle interfalangee prossimali e
distali. La contrattura è tanto più frequente quanto più il diabete è di
vecchia insorgenza. La velocità di conduzione nervosa del mediano e
dell’ulnare è spesso rallentata. La metà dei diabetici presentano un
fastidio all’estensione delle dita, ma l’insorgenza progressiva e il
carattere limitato dell’atteggiamento viziato, spiegano il motivo per
cui i malati in genere non si lamentano.
L’associazione con la
neuropatia è molto significativa, senza che il legame di causa effetto
possa essere dimostrato. Spesso con un migliore equilibrio del diabete
si ottiene un miglioramento del disturbo. Spesso nei bambini affetti da
diabete insulino-dipendente si osservano un ispessimento della cute
delle dita associata ad una contrattura in flessione delle
metacarpofalangee ed interfalangee. Anche in questo caso le alterazioni
del trofismo sono tanto più frequenti, quanto più il diabete è di
vecchia data. Non è raro il riscontro di una riduzione di statura del
giovane paziente e non si osservano alterazioni radiologiche delle
superfici articolari. Si tratta di una capsulite rettratile spesso
associata ad un’ispessimento e accorciamento dei tendini flessori, che
ricorda clinicamente l’aspetto della sclerodermia o dell’algodistrofia.
Vi sono diverse
patologie banali che possono essere associate al diabete mellito.
Circa il 25% dei malati
affetti da malattia di Dupuytren sono diabetici. La malattia
presenta due caratteristiche: la predominanza maschile è molto meno
marcata, contrariamente di quanto accade al di fuori del terreno
diabetico, le lesioni si localizzano più frequentemente al 3° e 4° dito
piuttosto che al 4° e 5°, come avviene nelle altre forme eziologiche. Il
dito a scatto è caratterizzato da una difficoltà all’estensione
del dito che, sforzandolo, cede bruscamente con una specie di scatto. E’
frequentemente dovuto ad un nodulo tendineo situato in corrispondenza
della articolazione metacarpofalangea, che rende difficile lo
scorrimento tendineo. La sindrome del Tunnel Carpale pone un
problema pratico di difficile inquadramento. La frequenza del diabete è
predominante fra le varie forme eziologiche, ma è difficile
differenziare la componente dovuta alla neuropatia metabolica da quella
dovuta alla compressione meccanica a livello del carpo. L’interessamento
bilaterale e simmetrico dei nervi mediano ed ulnare depone a favore di
una origine metabolica.
L’accentuazione della
riduzione della velocità di conduzione nervosa a livello del polso è un
argomento in favore di una compressione locale. Il mediano interessato
dalla nevrite è più sensibile, bisogna ricordare che quasi tutto il
contigente neurosimpatico della mano è trasportato dal nervo mediano. Si
esita spesso di intervenire sul polso di un diabetico, tanto più che si
tratta di un terreno favorevole per un’algodistrofia post-operatoria. Le
infiltrazioni di cortisone sono da sconsigliare per quanto collegabile
con il diabete ma anche il cortisone nel nostro corpo si precipita sotto
forma di sale e ha una azione corrosiva sui tendini esponendo al rischio
di lesioni secondarie dei tendini flessori. Per maggiori informazioni su
la correlazione tra diabete e le malattie della mano è possibile
rivolgersi all’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia
dell’Ospedale Gravina di Caltagirone telefonando allo 0933-39313, 39111.
Altre patologie associabili al diabete mellito che possono colpire
l’arto superiore sono la periartrite della spalla (che è cinque
volte più frequente nei diabetici che nella popolazione generale e si
osserva soprattutto nei casi di diabete insulino-dipendente), la
polientesopatia iperostosante dismetabolica (corrisponde a una forma
particolare di ossificazione che interessa soprattutto la parte
anteriore-destra del rachide dorsale, ma che può interessare tutto lo
scheletro anche la mano e l’avambraccio). Un difetto del metabolismo del
collagenepotrebbe essere il denominatore comune della maggior parte
delle manifestazioni descritte. Ciò potrebbe spiegare anche l’altra
associazione classica, la microangiopatia, poiché questa è dovuta ad un
ispessimento del collageno della membrana basale.
In questa ipotesi
patogenetica, la neuropatia sarebbe una conseguenza dell’interessamento
dei vasa nervorum. Ma la teoria di un interessamento diretto dovuto
all’alterazione metabolica glucidica a livello del nervo ha i suoi
sostenitori. Quindi la mano diabetica trarrebbe beneficio più da un
riequilibrio del diabete che non dagli antinfiammatori. Il trattamento
si basa su una perseveranza delle cure mediche e fisioterapiche (come i
Campi Elettro Magnetici Pulsati, usati più ore al giorno) e ricordo una
massima prudenza nell’uso di corticoterapia orale, sconsigliandola
nell’uso infilitrativo per quanto già detto. Segnalo che la terapia
chirurgica permette una risoluzione definitiva del problema in
moltissimi casi.
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