|
DENTRO UN HAMBURGER
Dalla fattoria alla griglia ….come sono
preparate (o dovrebbero esserlo) polpette made in USA?
Ecco il viaggio “in sicurezza” fino al panino

- CODICI ANTI-RISCHI
se non fosse per l’odore di carne cruda,
sembrerebbe di stare in un laboratorio chimico. Grembiuli bianchi,
mascherine e guanti di plastica: tutti gli indumenti sono sterili. E non
è tutto: prima di entrare, un robot-pulitore lava a fondo anche gli
stivali. Per operare in una fabbrica di lavorazione della carne è
indispensabile coprirsi bene, perché la temperatura interna non supera i
7 °C e scende addirittura a 2 °C nelle celle frigorifero. I camion, dopo
aver prelevato la carne nei mattatoi, scaricano la merce. Il processo di
lavorazione comincia. La carne viene divisa per lotti e le viene
assegnato un codice per riconoscere la provenienza e la qualità. Seguire
l’alimento fino alla vendita del dettaglio.
- SI MACINANO INSIEME
TRE TIPI DI CARNE
La carne viene posizionata sul nastro
trasportatore. Nella prima fase, sia la carne più rossa, proveniente
dalla spalla e dalle costole basse, sia quella più chiara, proveniente
dalle spuntature e ricca di grassi, vengono trattate insieme. Per
evitare che le basse temperature compromettano la conservazione, vengono
aggiunti anche grossi blocchi di carne congelata. Il nastro
trasportatore sale a un’altezza di circa sei metri e da qui prende il
via il lavoro di macinazione.
- L’ANALISI DEI
CAMPIONI
La prima fase si svolge per piani. La prima vasca
di macinazione lavora grossolanamente la carne, che viene poi trasferita
a un piano inferiore, per un ulteriore mescolamento che assicura una
buona miscelazione tra grasso e magro. Quindi il macinato passa a un
secondo piano, dove viene lavorato e macinato ulteriormente prima di
passare all’ultimo stadio. Qui, dopo un altro ciclo di sminuzzamento, è
pronto per passare alla fase successiva. A ogni tappa, alcuni campioni
vengono prelevati per l’analisi chimica e batteriologica. All’uscita del
tritatutto, un sistema di centrifuga isola gli scarti (ossa,
cartilagini, tendini…) e li getta attraverso un condotto verso le vasche
di rifiuto, mentre il macinato esce dal circuito.
- CONGELATO E CUCINATO
La carne viene messa su un nastro del tunnel
congelatore. Una macchina provvede a dividerla in forme, per fila di
sei, pressate e sagomate. Poi, passa in un tunnel raffreddato con azoto
liquido. In 18 metri di percorso,si raggiungono i -23 °C. ultima
precauzione: un test di cottura.
- UN PEZZETTO DI
METALLO? SI BUTTA VIA TUTTO
All’uscita del tunnel, le rotelle di carne
ghiacciata passano sotto un rilevatore di metalli. Piombini da caccia,
agli rotti di vecchie punture, i bovini a volte conservano la traccia di
disavventure passate. Se si rileva la presenza di un pezzo di metallo,
tutta la fila di bistecche cade nella vasca di scarto. Le altre si
accatastano invece in colonne alla fine del nastro trasportatore, dove
gli addetti le dispongono, manualmente, in cartoni foderati da una
pellicola di plastica. Su ciascuna confezione, un’etichetta indica la
scadenza, il lotto di fabbricazione e l’origine della carne.
Dall’entrata nel tritatutto è trascorsa mezz’ora.
- IN ATTESA DEI
CONTROLLI
La carne viene posta in un congelatore per tre
giorni, il tempo necessario per avere il via libera da parte del
laboratorio di analisi. È necessario verificare che non ci siano batteri
e microbi. Al minimo problema, l’intero lotto finisce al macero. Anche
quando gli hamburger sono perfetti, un campione per lotto viene
conservato per eventuali controlli.
|